“TeleMeloni non esiste. In realtà la Rai oggi si mantiene come uno dei più importanti broadcaster pubblici in Europa, uno straordinario hub industriale in grado di tenere in vita l’intero indotto dell’audiovisivo italiano. Se non ci fosse la Rai, cioè il servizio pubblico, l’intera industria del nostro immaginario non esisterebbe”. Lo afferma l’amministratore delegato della Rai, Giampaolo ROSSI, in un’intervista a Il Foglio in occasione della Festa dell’Innovazione organizzata da quotidiano a Venezia.
Mentana dice che Rai 3 si è trasferita a La7? “Lo rivendico come un grande successo mio. Negli ultimi quindici anni Rai 3 era un’anomalia del servizio pubblico, quella che chiamavate TeleKabul: da grande canale del sociale si era trasformata nel grande canale dell’ideologia. Oggi è una rete plurale nei racconti dove possono convivere Sigfrido Ranucci e Massimo Giletti, Salvo Sottile e Peter Gomez. Sul giornalismo d’inchiesta il mio era un ragionamento generale: dobbiamo stare molto attenti al fatto che non diventi un giornalismo di teorema, che è cancerogeno per la democrazia. Lo abbiamo visto con il caso Minetti o con il processo Dell’Utri-Berlusconi, che ha costruito un immaginario falsificato rispetto alla realtà processuale creando danni enormi all’immagine del Paese”.
Amadeus torna in Rai? “No, non mi risulta. Ha fatto la scelta chiara di andarsene due anni fa. La Rai ha straordinari talenti, abbiamo coperto il Festival con Carlo Conti e stiamo investendo nella figura di Stefano De Martino, che sarà una delle grandi risorse artistiche del futuro”. “Abbiamo portato il bilancio in attivo non tagliando, ma attraverso un processo di riorganizzazione della produzione e dei modelli lavorativi, operando su meccanismi di incentivazione all’esodo e acquisendo forza lavoro più giovane. Il piano immobiliare non è una dismissione: tra i palazzi in vendita c’è Palazzo Labia, dove il Ministero della Cultura ha già mostrato interesse per trasformarlo in un supporto museale. La Rai non è un museo, deve gestire prodotti di tipo industriale. Svuoteremo Viale Mazzini per i lavori di ristrutturazione del palazzo pieno di amianto e fra un mese e mezzo inaugureremo a Saxa Rubra due nuovi studi televisivi super tecnologici. Non è un’azienda che si ritira, si muove verso il futuro“.










