Questa mattina nella Sala Stampa della Camera dei Deputati la Lega ha presentato l’avvio di una indagine conoscitiva in commissione Cultura, Scienza e Istruzione per valutare le sfide educative e culturali da affrontare nella scuola in rapporto all’uso delle nuove tecnologie e all’impatto che queste hanno sull’apprendimento.
“L’avvio di questa indagine – ha detto la deputata e vicepresidente in commissione Giorgia Latini – viaggia in parallelo alla nostra proposta di legge sul divieto dei social per i minori di 15 anni che adesso anche la Commissione Ue vede favorevolmente. E’ un tema che va analizzato e affrontato con urgenza, in un momento di grandi cambiamenti epocali che stiamo vivendo e che compiscono in negativo soprattutto le nuove generazioni. Ci sono sempre più giovani che vivono una vita virtuale, togliendo spazio a quella reale. Siamo consapevoli che i social creano dipendenze, bloccano lo sviluppo cognitivo dei giovani e generano carenze in ambito scolastico. Noi porteremo avanti questa proposta che già in altri Stati è una realtà e l’indagine conoscitiva che avviamo, presto inizieremo le audizioni, servirà proprio a mettere in rete professionisti di alto spessore e con diverse competenze, oltre alle famiglie e alle associazioni, con l’obiettivo di prendere in esame anche nuovi modelli educativi che messi in pratica hanno portato risultati concreti per lo sviluppo e la crescita dei giovani. Bisogna fare i conti con la realtà e devono allarmare i frequenti ricoveri in neuropsichiatria in ambito giovanile, dovuti spesso a dipendenza dai social. Sono dati concreti che non possiamo ignorare. Le nuove tecnologie sono una grande opportunità di crescita umana ma devono essere governate in maniera adeguata e soprattutto essere messe al servizio dei giovani e non il contrario”.
“Oggi – ha dichiarato Armando Siri, Coordinatore federale Scuola e Dipartimenti della Lega – presentiamo un provvedimento che vuole offrire un sostegno concreto alle famiglie e ai genitori, sempre più preoccupati per l’utilizzo dei social network e delle nuove tecnologie da parte dei più giovani. Come Lega riteniamo necessario fissare una soglia minima di età per l’accesso ai social, perché oggi chi non li utilizza rischia di sentirsi escluso dal proprio gruppo di riferimento, subendo una pressione sociale sempre più forte. Mentre in Italia ci occupiamo di legge elettorale, nella Silicon Valley discutono di computer quantistici e di intelligenza artificiale predittiva, tecnologie che cambieranno lo scenario mondiale e lo rimetteranno in discussione. Robotica, genetica e intelligenza artificiale sono i tre nuovi pilastri di un mondo che non stiamo costruendo nel Parlamento italiano, ma ci viene preparato e servito da chi oggi muove le leve mondiali e ci propone uno scenario che non è quello che vogliamo. L’IA oggi è il nuovo Dio, soprattutto per i giovani: fa miracoli tutti i giorni, perché risponde a tutto ciò che le chiedi. Per questo è indispensabile affrontarne la regolamentazione, a partire dagli effetti sul mondo del lavoro. Secondo le stime del World Economic Forum, nei prossimi tre anni saranno persi quasi 100 milioni di posti di lavoro, tra i 7 e i 9 milioni solo in Italia. Uno dei temi di cui vogliamo occuparci è normare questa materia nel mondo del lavoro, per evitare che l’avvento della nuova tecnologia depauperi anche ciò che nobilita l’uomo e gli offre uno scopo di esistenza. Mi auguro che questo tema diventi un’urgenza per l’intero Parlamento, al di là del colore politico, come evidenziato anche dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Vietare non è la soluzione, occorre promuovere un dibattito culturale ampio e coinvolgere famiglie, scuola, istituzioni e società civile per accompagnare i giovani verso un uso più consapevole delle tecnologie. In questo senso, apprezzo anche il contributo al dibattito pubblico offerto da Paolo Bonolis“.
Ernesto Caffo, presidente Telefono Azzurro, prende la parola in sala: “Desidero ringraziare la Lega per avere promosso questa pdl. È fondamentale che il divieto di accesso ai social network per i minori di 15 anni possa diventare legge entro la fine della legislatura. L’indagine conoscitiva rappresenta uno strumento essenziale per approfondire un tema così complesso, sul quale anche noi siamo quotidianamente impegnati e consapevoli delle molteplici implicazioni”. “Le piattaforme e le aziende tecnologiche devono assumersi le proprie responsabilità, garantendo maggiore sicurezza. Il mondo digitale è una risorsa, ma presenta anche rischi concreti che devono essere affrontati con grande determinazione, nell’interesse dei più giovani”, avverte. A intervenire anche Giusy D’Alconzo (Save The Children), che ha ricordato come “oltre il 41,8% degli adolescenti tra i 15 e 19 anni si rivolge all’IA quando triste o si sente solo. Vogliamo aiutare le famiglie sui temi educazione digitale e ci spendiamo per l’attuazione delle norme esistenti e adozione di una base legale certa per individuare e bloccare materiale pedopornografico a livello europeo. Concordo con il cambio di paradigma qui proposto dalla Lega e che l’UE metta al centro il tema della sicurezza sui social network”.










