Ciao Filippo è un piacere ospitarti. Tutti in Italia ti conoscono per
la tua fama di “Iena”, ma oggi attraverso un tuo romanzo dal titolo:
“Boomerang” emerge il tuo lato da scrittore che si occupa delle
dinamiche relative alle relazioni sentimentali. Parlaci un po’ della tua
opera.
Boomerang è un romanzo che tenta di compiere un’indagine intorno all’amore, il motore della nostra esistenza, un sentimento con cui tutti noi, prima o poi, nella nostra vita siamo costretti a fare i conti. I tre protagonisti incarnano, ognuno a modo loro, diverse espressioni di questo misterioso compagno della nostra esistenza. Perché l’amore è mistero che si nutre di mistero.
Il protagonista del racconto finisce in uno schema classico dei nostri
tempi, una triangolazione tossica di tipo narcisistico destinata a ricevere l’effetto “boomerang”. Dunque attraverso questa storia provi a raccontare luci ed ombre della vita pronte ad offrire la possibilità a chi ha il coraggio di mettersi in discussione attraverso un viaggio interiore di comprendere l’essenza del vero amore?      
Il romanzo ha la forma di un triangolo, i cui vertici sono Leo, Barbara ed Elena. Ciascuno dei tre protagonisti, per raggiungere un proprio obiettivo, compie una malefatta  e ciascuno dei tre, come obbedendo a un karma universale, subisce l’effetto boomerang prodotto dall’azione disonesta che ha compiuto. Ma proprio questo effetto di ritorno offre ad ognuno di loro la possibilità di compiere un viaggio interiore che li porterà a una presa di coscienza e alla comprensione della vera essenza dell’amore, non più percepito come strumento di possesso ma come una meravigliosa occasione di reciproca accoglienza e comprensione.
La tua vita Filippo tra tv e libri inevitabilmente comporta una “battaglia interiore” invisibile a coloro che ti osservano dall’esterno ed in modo superficiale. Quanto di te e del tuo cammino di vita riesci a vedere nel tuo romanzo?  
C’è indubbiamente una parte di me in Boomerang. Non tanto nell’intreccio sentimentale, quanto nel racconto dell’adolescenza di Leo. Anche io, come lui, ero timido e insicuro e ricercavo nei romanzi quella vita che io, rinchiuso nel mio guscio, ancora non riuscivo a vivere. Quella fase è stato il punto di partenza del mio lungo percorso professionale che mi ha portato, ormai quasi 18 anni fa, alle Iene. E’ esattamente a quell’età che ho visto, sebbene ancora lontano all’orizzonte, il Filippo del futuro.
Il tuo romanzo evoca scene da film. Lo vedremo prossimamente come
lungometraggio per la tv o il cinema?
Magari!!! Il libro è senz’altro concepito con un taglio cinematografico. Fosse per me ne farei un film già domattina, ma quello che manca ancora è un produttore interessato.
Mi ha colpito molto la grafica della copertina del tuo libro, dove un “boomerang” attraversa un triangolo formato da un uomo solo girato di spalle e due donne, una mora ed una bionda che esprimono modi d’agire differenti. Forse il messaggio esoterico di questa immagine simbolica, vuol rappresentare il materialismo imperante di una relazione a tre, tossica e narcisistica che inganna ogni singolo protagonista con l’illusione di forti legami, ma che in realtà, lascia scollegati, soli e con dei vuoti interiori tutti i personaggi, costringendo ognuno di loro a guardarsi dentro per esaminare in modo perfetto, proprio come lo è la figura del triangolo, il senso più profondo della vita e dell’amore?
Il triangolo è la figura che rappresenta la geometria dell’Universo e a questa legge non può sfuggire neppure l’amore. Spesso però l’amore, più che un’indagine alla scoperta dell’altro, diventa la proiezione sull’altro delle nostre aspettative, delle nostre ambizioni, dei nostri desideri e anche delle nostre paure. Ecco, in questo caso c’è sconnessione e nessuna linea è in grado di collegare i vertici del triangolo che si ritrovano a vagare come monadi nell’universo.
Grazie Filippo per aver accettato il mio invito. Aspettiamo con
trepidazione i tuoi nuovi progetti, ma non riveliamo altro per il
momento. A presto.