Sotto la spinta dei fondi del Next Generation Eu, l’occupazione in Italia, nei prossimi cinque anni, potrebbe crescere di circa un milione di unità, 933.200 posti per l’esattezza, qualora di verificasse uno scenario di recrudescenza del virus; nel caso in cui invece il contesto sia più favorevole, si potrebbe arrivare a quota 1,3 milioni di posti di lavoro. A dirlo è la stima contenuta nelle “Previsioni dei fabbisogni occupazionali e professionali in Italia nel 2021-2025“, elaborate nell’ambito del sistema informativo Excelsior, targato Unioncamere-Anpal. Numeri importanti che fanno sperare, mentre proprio il presidente del Consiglio Mario Draghi torna ad insistere sull’urgenza di utilizzare entro il 2026 le risorse del piano, migliorando la spesa dei fondi di coesione. Draghi ha infatti sottolineato i ritardi del Fondo nazionale sviluppo e coesione, fermo alla fine del 2020 a poco più di 3 miliardi spesi, cioè il 6,7%, ricordando le lentezze nel completamento delle opere pubbliche. Sul tema, è intervenuto anche il ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini, secondo cui il Pnrr può essere il grimaldello in grado mettere il nostro lento e cervellotico sistema delle opere pubbliche. Intanto l’Antitrust, per facilitare l’impiego dei fondi europei, propone una sospensione temporanea del Codice dei contratti pubblici e la creazione di una struttura specifica per vigilare sulle opere finanziate.

Ieri è stato pubblicato in gazzetta ufficiale il decreto sostegni. La data di “partenza” dei bonifici è stata fissata l’8 aprile. L’Agenzia delle Entrate ha riavviato la macchina dei ristori: questa volta non ci sarà nessun click day, per evitare inutili confusioni e ingorgi sui server. Le domande dovranno essere però presentate telematicamente da martedì 30 marzo, ci sono 60 giorni di tempo per farne richiesta. Intervistato da Bloomberg il ministro dell’Economia Daniele Franco ieri ha detto di prevedere “un lieve calo del Pil nel primo trimestre, un recupero nel secondo per poi accelerare nel terzo e quarto trimestre dell’anno”. Poi ha confermato che “nelle prossime settimane saranno introdotte ulteriori misure” di sostegno all’economia, ma anche che tutti i sussidi verranno “eliminati gradualmente entro fine anno e poi si tornerà alla normalità”. Mentre Laura Castelli, viceministra dell’Economia, guarda già al prossimo decreto Sostegni: “Contiamo davvero sia l’ultimo, grazie alla campagna vaccinale che dovrà tirarci fuori dalla pandemia entro l’estate. Ma è chiaro che servirà un altro intervento pesante se vogliamo tenere in piedi tutte quelle imprese che sono riuscite a resistere fin qui e che rischiano di non reggere oltre”.