Dopo oltre nove mesi di lontananza dai genitori, la vicenda della cosiddetta “famiglia del bosco” entra in una nuova fase. Il Tribunale per i minorenni dell’Aquila si è pronunciato sull’istanza di ricongiungimento presentata dai coniugi Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, disponendo un percorso di reinserimento graduale per i tre figli, allontanati lo scorso novembre.
Cosa ha stabilito il Tribunale
I giudici non hanno accolto la richiesta di un rientro immediato avanzata dalla difesa, ma hanno tracciato un percorso a tappe. Per ora i tre fratellini, la maggiore di nove anni e i due gemelli di sette, resteranno nella struttura protetta di Vasto, dove vivono dallo scorso novembre. Tra circa un mese, se la relazione dei servizi sociali sarà positiva, potranno però trascorrere il primo intero fine settimana insieme ai genitori nella loro casa di Palmoli, ritrovando anche gli animali a cui sono legati. Si tratterebbe del primo momento di convivenza continuativa dopo la separazione. Il provvedimento non fissa ancora una data per il rientro definitivo: l’ampliamento dei tempi trascorsi in famiglia sarà monitorato passo dopo passo dagli assistenti sociali prima di eventuali ulteriori aperture.
La questione scuola
Accanto al tema del ricongiungimento, i giudici hanno affrontato anche il nodo dell’istruzione. I bambini frequenteranno la scuola pubblica di Vasto, superando l’incertezza che per mesi aveva riguardato il loro percorso scolastico. Prima dell’allontanamento la famiglia aveva scelto l’istruzione parentale, il cosiddetto unschooling, e i bambini non erano mai stati iscritti a un istituto. A giugno hanno però sostenuto e superato gli esami di ammissione alla classe successiva, grazie anche al sostegno di un’insegnante in pensione che li segue da mesi.
La ricostruzione dei fatti
La vicenda era emersa alla fine del 2024, quando l’intera famiglia era stata ricoverata in ospedale dopo un’intossicazione da funghi raccolti dal padre. In quell’occasione erano emerse le condizioni di vita della famiglia, che abitava in un vecchio casolare di pietra a Palmoli (CH) privo di acqua corrente, elettricità e servizi igienici interni. Le segnalazioni dei sanitari e dei carabinieri avevano portato all’attenzione dei servizi sociali criticità legate alle condizioni igieniche dei bambini, alle vaccinazioni non completate e alla mancanza di un pediatra di riferimento.
Il 20 novembre 2025 il Tribunale per i minorenni aveva disposto la sospensione della responsabilità genitoriale e l’allontanamento dei tre figli, collocati nella casa famiglia di Vasto. A marzo di quest’anno anche la madre era stata allontanata dalla struttura, dopo che gli operatori avevano definito il suo atteggiamento non collaborativo. Nei mesi successivi i genitori avevano intrapreso un percorso di sostegno alla genitorialità richiesto dalle autorità e avevano ottenuto dal Comune di Palmoli una nuova abitazione, ritenuta idonea agli standard richiesti per il ricongiungimento.
Un caso diventato nazionale
La vicenda ha assunto nel tempo una rilevanza che va oltre la cronaca locale, alimentando un ampio dibattito pubblico sull’educazione parentale, sui modelli familiari alternativi e sui limiti dell’intervento delle istituzioni nella vita privata. La premier Giorgia Meloni aveva espresso perplessità sull’operato dei giudici, mentre il Ministero della Giustizia aveva disposto un’ispezione sul procedimento, conclusasi poi con l’archiviazione. I genitori sono stati ricevuti in Senato e hanno preso parte a una conferenza stampa alla Camera, continuando a chiedere pubblicamente il ricongiungimento con i figli. Anche la ministra per la Famiglia, Eugenia Roccella, aveva visitato la struttura che ospita i tre bambini.
Le reazioni
L’avvocato Simone Pillon, che assiste la coppia dopo la rinuncia al mandato dei precedenti legali, aveva chiesto un rientro più rapido e netto, sostenendo che tutte le criticità originariamente rilevate fossero ormai state superate: la situazione abitativa risolta, il percorso di sostegno alla genitorialità avviato volontariamente, gli esami scolastici superati con successo. Il legale si era recato personalmente al Tribunale dell’Aquila nella mattinata della decisione per acquisire informazioni sullo stato del procedimento. La risposta dei giudici, pur rappresentando un’apertura, non coincide con la richiesta di un ricongiungimento immediato, e secondo quanto trapelato la difesa non si dice pienamente soddisfatta dei tempi previsti.
I prossimi passaggi
Nel frattempo la famiglia lavora anche a una sistemazione abitativa definitiva: il progetto per la nuova casa a Palmoli è stato approvato e sono in corso le valutazioni sulle offerte dei costruttori. Il percorso indicato dal Tribunale prevede ora un monitoraggio costante da parte dei servizi sociali, che dovranno valutare l’andamento dei primi momenti di convivenza prima di stabilire eventuali ulteriori ampliamenti, fino a un possibile rientro definitivo dei tre bambini nella loro casa nel bosco.










