Nel discorso sullo stato dell’Unione pronunciato oggi, 16 settembre 2026, a Strasburgo, la presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen ha anticipato uno dei provvedimenti più attesi dell’agenda europea: lo stop ai social media per i minori di 13 anni.
“Nessun utilizzo dei social media per i minori di 13 anni. Nessun account personale per i minori di 15 anni”, ha dichiarato von der Leyen davanti al Parlamento europeo riunito in plenaria. “Ciò significa che, dai 13 ai 15 anni, saranno consentiti solo mini account creati e supervisionati dai genitori, con funzionalità limitate e restrizioni di tempo”, ha aggiunto.
L’Eu Kids Act, la proposta in arrivo domani
L’annuncio apre la strada alla presentazione ufficiale dell’Eu Kids Act, il testo legislativo che la Commissione porterà sul tavolo domani, 17 settembre, insieme alla commissaria europea per il Digitale Henna Virkkunen. Secondo le bozze già circolate, la proposta introduce un sistema graduale basato sull’età: nessun accesso ai social per i bambini sotto i 3 anni, servizi pensati per l’infanzia e supervisionati da un adulto tra i 3 e i 13 anni, mini account con controlli parentali, tempi di utilizzo limitati e contatti con sconosciuti bloccati tra i 13 e i 15 anni. Solo dopo i 15 anni l’accesso diventerebbe pienamente autonomo.
Il provvedimento riguarda anche altri servizi digitali considerati a rischio per i più giovani, tra cui i videogiochi online e i chatbot basati sull’intelligenza artificiale, e introduce l’obbligo di sicurezza fin dalla progettazione per le piattaforme coinvolte. Il testo dovrà ora affrontare il negoziato con Parlamento europeo e Stati membri, alcuni dei quali, come Francia, Spagna, Danimarca e Grecia, hanno già avviato iniziative nazionali sul tema.
Il resto del discorso: difesa, clima e intelligenza artificiale
Von der Leyen ha aperto l’intervento con un bilancio dell’Unione definito insieme “più forte che mai” e “più precario che mai”, segnalando un’Europa che si è liberata dalla dipendenza dai combustibili fossili russi ed è diventata “la più grande potenza commerciale del pianeta”, con una spesa per la difesa cresciuta di quasi l’80% negli ultimi cinque anni.
Sul fronte climatico ha annunciato un nuovo piano europeo contro le ondate di calore e un quadro di resilienza, atteso il mese prossimo, che individuerà i 100 territori più vulnerabili del continente. Sull’intelligenza artificiale ha annunciato l’intenzione di invitare “i principali laboratori all’avanguardia” a un confronto sulla sicurezza dei modelli, richiamando l’AI Act europeo come strumento di riferimento globale.
Non sono mancati i riferimenti alla politica estera: un passaggio dedicato alla frontiera di Ceuta, rivolto direttamente alla Spagna, l’annuncio di un nuovo Strumento europeo di risposta alle emergenze migratorie e l’apertura al Canada, che diventerebbe il primo membro associato dell’Unione europea, alla presenza del premier canadese Mark Carney. Sul conflitto a Gaza, Von der Leyen ha parlato di “profonde sofferenze” e ha definito “doloroso” il mancato raggiungimento di una maggioranza tra i 27 Stati membri su una risposta comune a Israele.










