Sepúlveda un anno dopo: la sua vita firmata da Ilide Carmignani

A un anno dalla morte, il 16 aprile 2020, di Luis – Lucho, per gli amici – Sepúlveda – il celebre autore di Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volareIlide Carmignani pubblica una sua biografia per raccontare “la vita pazzesca” di uno scrittore amatissimo in Italia e in tutto il mondo.

(La copertina del libro edito da SALANI, pp. 208, euro 14,90)

«Spero che questo libro sia un ponte per portare i giovani da Lucho, per farglielo conoscere anche come uomo e come bambino, come ragazzo visto che lui non c’è più» dice Carmignani che ha lavorato per 26 anni con lo scrittore, scomparso a 70 anni a causa del Covid-19.

«È lui che parla, è lui che racconta. Io mi sono resa un pò invisibile, forse come traduttrice mi è venuto più spontaneo… dopo 26 anni di libri, poesie, sceneggiature, una marea di articoli di giornale, tutte le chiacchierate insieme. Un atto di giustizia poetica come mi ha detto Carmen, sua moglie. Lui era troppo generoso, voleva scrivere le storie degli altri e tutti gli chiedevano di scrivere la sua» dice la Carmignani.

Il libro si apre con una poesia di Carmen Yanez, la poetessa cilena moglie di Sepulveda, e si conclude con una preziosa postfazione in cui Yanez sottolinea che «attraverso il genere della favola, creando personaggi ispirati dalla grandissima intesa che aveva con la natura e con gli animali, Lucho ha esaltato i valori di cui era fatto per passare all’umanità i concetti etici della diversità, dell’uguaglianza, del rispetto dell’altro e della solidarietà».

Carmignani pubblica la prima biografia dello scrittore, piena aneddoti e storie. Il libro, infatti, vede Sepulveda dialogare con il gatto Diderot, quello della Gabbianella. «Gli volevo dare un interlocutore, scrivere un libro che si rivolgesse a tutti, nella tradizione delle favole di Sepulveda per ragazzi dagli 8 agli 88 anni e quindi avevo bisogno di una voce che qualche volta lo sollecitasse a spiegare perché la vita di Lucho è un pezzo di storia del Novecento, ci sono aspetti non solo duri ma complessi, la politica di Salvador Allende, il negazionismo. Sepulveda e Diderot è un po’ come se fossero Don Chisciotte e Sancho Panza, un eroe e un personaggio che per contrasto gli sta accanto».

Piena di dettagli che restituiscono lo sguardo di Lucho che era serio, ma con gli occhi buoni e aveva un “senso dell’umorismo pazzesco”, il libro ha anche delle foto indimenticabili che Carmen Yanez ha concesso con grande generosità: «ci tenevo che i ragazzi vedessero Neruda e Allende che si abbracciano, Lucio bambino, il vero Zorba» dice la traduttrice. La biografia si chiude con un breve accenno al ricovero in ospedale per Covid e il ritorno in Patagonia. «Ma Lucio tornerà davvero ai piedi del Corcovado, porteranno laggiù le sue ceneri non appena sarà finita la pandemia» spiega la Carmignani.