L’articolo è stato scritto da Claudio Massari e Maria Grazia Vercesi del Comitato Flat Tax

Sul Sole 24Ore dello scorso 14 maggio, abbiamo avuto modo di leggere un articolo dal titolo abbastanza inquietante: “La disciplina di bilancio è l’unico vaccino in grado di scongiurare la pandemia del debito”. Si tratta di un pezzo a firma di Wolfgang Schauble, ex ministro tedesco e presidente del Bundestag.

Sole Wolfgang Schauble

A indurci ad una lettura preoccupata di questo approfondimento è stata una semplice riflessione, che potremmo e dovemmo fare tutti. Ognuno di noi ha avuto modo, soprattutto in questo periodo di pandemia (ma non solo), di constatare come le assurde regole di austerità dell’Unione Europea fin qui adottate ci abbiano portato al limite della tenuta sociale.

La parte sulla quale maggiormente è stato obbligatorio soffermarsi e che ci ha portato a meditare, è soprattutto l’ultima. Qui l’autore puntualizza come “ogni Stato debba lavorare su sé stesso per mantenere la disciplina di bilancio”. Schauble spera vivamente che Draghi possa mettere in pratica questo principio in Italia altrimenti avremo bisogno di una istituzione europea che, non solo controlli il rispetto delle regole che ci vengono imposte, ma abbia il potere di farcele applicarle. Vediamo già come la Commissione Europea stia assumendo un ruolo più prominente nel plasmare la direzione della politica fiscale. Questa “indicazione” di Schauble potrebbe essere un ulteriore assist affinché si giunga all’adozione del completo controllo politico del problema del debito pubblico.

A questo punto, sorgono spontanee le seguenti domande: “La democrazia esiste ancora? È mai possibile che un popolo possa essere talmente passivo nei confronti di condizionamenti esterni di questa portata? È normale che qualcuno voglia imporci delle regole che, dati alla mano, si sono dimostrate tutt’altro che di buon senso?”

L’istituzione che potrebbe avere il ruolo di cui sopra, a nostro modo di pensare, potrebbe essere il Recovery Fund, soprattutto nella parte che prevede degli importi presi a prestito, in questo modo vincolerebbe l’Italia a concedere la propria sovranità ad un ente esterno non politico.

Partendo dal presupposto che chi dovrà adottare queste regole, non sarà l’intera UE, ma solamente gli stati appartenenti all’area euro, quindi in nessun altro luogo al mondo, dovrebbe sorgere spontaneo il dubbio di essere all’interno di un gruppo sbagliato, quello che, appunto, fa dell’euro un dogma e la propria moneta.

Leggendo l’articolo viene pure citato il fondo di ammortamento istituito nel lontano 1792 per gli ancora nascenti Stati Uniti da Alexander Hamilton, quando gli Stati Uniti d’America costituenti, dovevano depositare buone garanzie, praticare la disciplina di bilancio e ridurre i propri debiti, pena la messa in “insolvenza strutturata”, in pratica la morte economica.

A questo punto, il sospetto che ci viene è: il famigerato Schauble starà pensando ad un modo per mettere le mani sull’oro dell’Italia e sui pochi gioielli industriali ancora non svenduti?

Finché ci verrà permesso (si spera ancora per molto) queste sono domande che dovremmo porci tutti.