Riportiamo di seguito la lettera ricevuta dal comitato flat tax Pavia e Piacenza a firma di  Claudio Massari e Mariagrazia Vercesi.

Come cambia la percezione delle cose, se le chiamiamo con il loro nome!

Dovremmo smettere di utilizzare termini stranieri per definire qualcosa, solo per indorare una pillola. Abbiamo un vocabolario ricchissimo. Usiamolo!  Oggi la prima riflessione che vogliamo fare è proprio sul nome: GREEN PASS, evocativo di qualcosa di pulito, di naturale, di salutare.
Se però lo chiamiamo con il suo nome italiano, altro non è che LASCIAPASSARE.
Eccoci ripiombare negli anni della II guerra del secolo scorso quando esso era la condicio sine qua non potersi muovere, con tutto quello che ne è conseguito.

Non siamo scienziati, ma oggi, come LIBERI cittadini, ci sentiamo in dovere di indignarci di fronte a certe dichiarazioni da parte di chi ci rappresenta. È di queste ore la dichiarazione del Presidente del Consiglio che dice:”non vaccinarsi è un appello a morire o far morire”. Ci teniamo a ricordare che, ad oggi, purtroppo, muoiono di Covid anche i vaccinati. Ma questa frase, ad effetto, ha un suo perché: la parola MORTE, ahimè, fa molta più paura della parola LIBERTÀ!
Un altro “personaggio” che alcuni osano definire esperto, il dott. Burioni, con arroganza e superiorità oltre ogni limite, afferma che chi non può o non vuole vaccinarsi debba chiudersi in casa come un sorcio. A lui rispondiamo dicendo che il Netflix che vorrebbe regalare in abbonamento a sorci, sarà meglio che lo utilizzi lui per un ripasso di medicina! E, anzi, crediamo che chi ha una testa pensante, di fronte a queste affermazioni, possa solo ribellarsi ancora di più, con l’effetto esattamente contrario a quello sperato da codesti Signori.

Ci sono dati alla portata di tutti che il nostro cervello pensante, pur non essendo virologi o medici, ma non essendo ancora lobotomizzati, abbiamo pensato di analizzare. Ebbene, sotto i 60 anni la mortalità è praticamente quasi nulla. Qui non siamo a contestare la necessità o validità di vaccinarsi per gli over 60 o chi abbia patologie, ma semplicemente ribadiamo la LIBERTÀ’ di scegliere e, soprattutto, la conseguenza di questa nuova imposizione restrittiva che maschera un nuovo lockdown, che inciderà nuovamente su un’economia già provata duramente.

La costituzione italiana non consente una discriminazione nei confronti di chi non accetti di sottoporsi ad un trattamento sanitario, se esso non è obbligatorio. La stessa Unione Europea, nel suo Regolamento, volutamente (?) mal tradotto in una prima versione, ribadisce che non si debba discriminare chi non possa o non ritenga opportuno essere vaccinato. E quindi, di cosa stiamo parlando? Con il precedente governo, ci ritrovavamo chiusi in casa dalla sera alla mattina a colpi di DPCM. Oggi, con l’attuale Governo, pare non essere cambiato molto a livello di democrazia. E’ pur vero che lo strumento utilizzato è  il D.L. ma lo stesso dovrebbe essere ratificato dal Parlamento, che, ricordiamo, è l’unico organo atto alla promulgazione di una legge, e, ad oggi, tale ratifica non è ancora avvenuta.

Non riusciamo a capire cosa ci sia dietro tutto ciò e nemmeno vogliamo essere considerati complottisti. Sicuramente a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca, soprattutto quando pur riflettendo, non si riesca a far chiarezza ad esempio su come il Ministro Speranza, che appartiene al partito Liberi e Uguali, ci voglia rendere prigionieri e diversi tra noi, dividendoci tra vaccinati e non, oltre a non presentarsi in Parlamento chiedendo che venga votato il suo provvedimento, supportandolo con dati inequivocabili.

Forse questi dati non esistono? Sarà perché sa che non avrebbe i numeri per far passare un’assurdità simile? Resta il fatto che dal 5 agosto, questo Paese, o quanto meno una gran parte dei suoi cittadini, sarà costretta a subire delle decisioni incostituzionali, che andranno, oltre che a scapito della salute, anche della libertà personale e, non da ultimo, dell’economia già martoriata del nostro Paese, che farà ancor più fatica a rialzarsi dopo questo ulteriore colpo inaspettato.