Il primo Punto di Vista non può che iniziare da una riflessione sull’anno 2020.
Se scorriamo brevemente questo annus horribilis appena concluso notiamo che in molti si sono spesi per il bene comune… ed il bene prevedeva in particolare di collaborare all’emergenza/urgenza, dettata dal diffondersi del Covid, fino a diventarne Pandemia.
Oltre ai sanitari in prima linea, tanti i volontari che hanno in vario modo aiutato le persone in difficoltà su tutto il territorio nazionale, a titolo completamente gratuito e rischiando in prima persona. Un ringraziamento doveroso va a chi, noto o meno noto, ha donato per aumentare i posti in terapia intensiva, da nord a sud ed in particolare per Milano chi ha donato in maniera sostanziosa per l’apertura del nuovo ospedale in Fiera e chi ha collaborato alla creazione di un nuovo reparto di terapia intensiva all’ospedale San Raffaele.
Sarebbe stato un atto di giustizia civica vedere assegnato l’Ambrogino d’Oro in senso lato a tutti questi benefattori economici, magari con una targa comune e non solo a due famosi personaggi, che pure si sono impegnati, ma che non possono rappresentare la categoria nel complesso, anche, se vogliamo, per la somma elargita personalmente, di gran lunga inferiore ad altre milionarie.
Che il numero di followers di costoro abbiamo un peso decisivo nella scelta? Che peso hanno i social nelle scelte importanti? E perché si vuole privilegiare l’apparire portato all’estremo, nella nostra società, all’essere e alla beneficenza silenziosa, ma talvolta addirittura più sostanziosa?
Non è utile la polemica in questa situazione di gravità ed urgenza, chi si spende per il bene comune e per risolvere problemi pratici è sempre il benvenuto, ma le Istituzioni non devono e non possono dare un segnale che va solo in un senso.
A voi la riflessione.
E al prossimo Punto di Vista!










