Un simbolo esteriore del Natale.
L’albero di Natale è davanti a noi, a tutti noi e la sua vista si imprime nei cuori e nelle anime degli uomini.
E’ un simbolo il cui significato sarà compreso nell’avvenire come qualcosa di straordinariamente importante, perché sappiamo che tutti gli eventi esteriori sono espressione di un divenire spirituale. Richiamiamo alla memoria la leggenda Aurea: possiamo dire che quest’albero è germogliato da profondità oscure per divenire luce.
La leggenda Aurea racconta che Adamo, cacciato dal Paradiso dopo aver mangiato i frutti dell’Albero della Conoscenza del Bene e del Male, portò con sé tre semi dell’Albero della Vita. Dopo la morte di Adamo, Seth prese i tre semi e li seppellì nel sepolcro di Adamo. Da quei semi nel sepolcro spuntò un albero con il cui legno, racconta la leggenda, sono state costruiti vari oggetti sacri, tra cui il bastone di Mosè e la croce del Golgota.
Sappiamo così dalla leggenda aurea del secondo albero del Paradiso, dell’Albero della Vita, del desiderio inconscio di ritrovarlo con l’aiuto della conoscenza, attraverso il lavoro della consapevolezza e della responsabilità sul piano fisico.
La leggenda voleva svelare la consapevolezza che il legno di questo Albero contenesse ancora la semente per una nuova Vita Spirituale, capace di accendere negli uomini, che hanno una giusta disposizione, la Luce dell’anima.
L’Albero di Natale è quindi un simbolo che abbiamo di fronte a noi per illuminare e riscaldare la nostra anima nelle tredici Notti Sante che vanno dalla notte del 24 Dicembre alla notte dell’Epifania, il periodo più oscuro dell’anno.
In estate, infatti, quando il Sole è alto e invia alla terra i suoi raggi pieni di vita, manifesta il suo lucente aspetto esteriore e la sua essenza interiore indietreggia.
In autunno si riduce la forza esteriore del Sole e diventa a poco a poco invisibile ai nostri sensi esteriori.
In inverno, infine, quando le forze del Sole e il suo splendore sono al minimo e il buio esteriore è al massimo, l’uomo ricerca una Luce interiore, la Luce Spirituale che ritroviamo nel simbolo esteriore dell’Albero di Natale.
L’albero prescelto è un Abete, triangolare colonna di Luce, e pianta sempreverde che anche i Druidi, sacerdoti celti, elevarono a simbolo della vita per onorarlo nelle cerimonie.
Il simbolo (sym-ballein) è un ponte tra il mondo esteriore materiale e il mondo invisibile, penetra inconsciamente o subconsciamente nell’anima umana e fa entrare in una dimensione temporale rivestita di Saggezza.
L’Albero di Natale scaturisce da un profondo impulso spirituale che ha impercettibilmente suggerito ad alcune anime molto sensibili l’ispirazione a farne l’espressione esteriore della Luce interiore che deve brillare nel mondo.
L’Albero di Natale, oggetto di una esteriore tradizione materialistica può così diventare oggi un simbolo di Luce e Calore. Rivestirlo d’oro e illuminarlo consente agli uomini di sperimentare sentimenti profondi e di scorgere la Luce che sorge dall’intimo dell’anima nostra.
Goethe ha rappresentato con questa poesia come l’Albero di Natale fosse per lui un simbolo del sentire e della sensibilità verso il progresso spirituale di tutti, grandi e piccini e così ha salutato l’Albero di Natale come portatore di questo messaggio:
Alberi splendenti, alberi luccicanti
Ovunque dolcezza elargenti,
con guizzi di gran fulgore, eccitate
di giovani e anziani il cuore.
Una simile festa ci è data
come strenna, di tanti doni ornata;
guardiamo su e giù con stupore,
di qua, di là, e torniamo a guardare.
Poesia del 1822 per il granduca Karl August.










