Colazione con DAD

Giovedì mattina, non ho impegni di lavoro e mi alzo più tardi del solito. Scendo a far colazione e saluto mio figlio, che da pochi minuti ha ripreso le lezioni scolastiche con didattica a distanza.

Sono assonnato; la compagnia inevitabile è la voce dell’insegnante di scienze che esce gracchiando dagli altoparlanti del computer. Oggi spiega i vaccini. E così sento i motivi per cui bisogna vaccinarsi, fidarsi degli scienziati, la differenza tra virus e batteri, l’analisi della situazione attuale rispetto alle campagne condotte contro il vaiolo e la poliomielite.

Mio figlio ha osato contraddire la professoressa mentre lei esordiva elogiando il vaccino anti Covid-19, argomentando delle tante incertezze ancora in essere, ed ora viene pungolato ogni tanto con qualche domandina a sorpresa.

Entra una splendida luce dalla tenda; mentre il sole ci dà il buongiorno verso il tè bollente. Davanti al fumo della tazza, che sale lentamente in una magica danza sotto al mio naso, Morfeo scioglie il suo abbraccio sempre più. L’insegnante ora argomenta del rischio dell’inoculazione (è come attraversare la strada!) e accusa quei genitori che non intenderanno sottoporre a vaccino i propri figli e delle responsabilità che si dovranno assumere perché sarà pericoloso per la salute degli altri ammetterli in classe.

E alla fine mi chiedo perché non insegnino ai nostri ragazzi la verità, semplice ed onesta, fatta di tante sfaccettature, del bene e male come dei pro e contro: perché il docente non ha anche spiegato agli allievi che ci sono incertezze e rischi, come pure quali diritti siano riconosciuti in Italia, al fine di consentire valutazioni e scelte consapevoli, invece di inculcare semplicemente il senso del dovere di vaccinarsi?

La nostra Costituzione sancisce che nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. Se i nostri governanti ritengono che non sia necessario (assumersi la responsabilità di) ratificare quell’obbligo per legge (evidentemente non ce ne sono i motivi), perché i genitori che non intendono vaccinare i propri figli diventano irresponsabili e colpevoli a priori?

Quando (e se) mi deciderò per la vaccinazione sarò libero di scegliere il prodotto da inoculare? Al supermercato per ogni genere di bene posso optare tra più tipologie e molteplici case produttrici. Potrò decidere di evitare Pfizer ma di gradire invece Moderna? O AstraZeneca? O piuttosto di guardare a un formulato cinese?

Finisco la colazione e salgo in studio pensando che certi professori dovrebbero lasciar perdere la didattica e dedicarsi ad altro. Far comizi agli alunni vuol dire “vincere facile” (sì, come quella famosa pubblicità). Insegnante e allievi sanno bene che il dissenso sarà sempre represso, con vittoria finale e assoluta del pensiero del docente.

Vittoria da vigliacchi.

Ecco, ci vorrebbe un vaccino anche per questa malattia molto diffusa e poco conosciuta, la vigliaccheria. Magari in forma di supposta con millemillanta richiami.