Arrivederci Solange. Non solo sensitivo, ma scrutatore di anime

Solange

Il lavoro da modella fa parte della mia vita da ormai nove anni. Da sei, invece, sono in una grande famiglia, quella di “Detto Fatto”, un programma di tutorial e moda in onda su Raidue. Se vi capitasse di accendere la tv di pomeriggio, sintonizzarvi su Raidue e vedere delle ragazze sfilare con bellissimi abiti di alta moda o da sposa: ecco una di quelle ragazze potrei essere io.

Era un giorno qualunque, apparentemente, a Raidue. Le luci dei riflettori attendevano il nostro ingresso per la sfilata di abiti da sposa, la mattinata era stata riempita dai preparativi e dalle piacevoli chiacchierate con lo staff. Trucco, parrucco, fitting e prove in studio. Il tempo scorre veloce nel dietro le quinte di un programma televisivo, dove nulla è lasciato al caso.

Quel giorno, però, sotto i riflettori, non indossai soltanto l’abito bianco c’era anche una mantellina nera con cappuccio, dal fascino misterioso, che mi attendeva in sartoria. Io e un’amica collega eravamo state scelte, tra le modelle del giorno, per fare il nostro ingresso, di nero vestite, all’interno dello spazio dedicato ad un famoso sensitivo.

Che il caso non esiste la vita me lo ricordò subito, non appena feci il mio ingresso in studio per le prove, vidi lui, Paolo Bucinelli, in arte Solange, seduto sui divanetti in attesa del suo turno. Abito leopardato, capelli a spazzola, fare stravagante, entusiasmo contagioso e occhi che scrutavano l’anima. Capii subito che quell’incontro avrebbe avuto un senso profondo per me.

Mi misi accanto a lui, Solange ci rivolse subito la parola, chiese a me e alla mia collega come eravamo arrivate in Rai e che cosa desideravamo per il nostro futuro, ci disse: “ragazze non cercate di emergere soltanto per la bellezza, studiate, dovete fare la differenza”.

La nostra chiacchierata proseguì anche nei camerini. Solange non ha mai asserito di leggere il futuro, ma vi assicuro, quello che mi disse, si avverò.

Forse i suoi modi non a tutti piacevano, senza mezzi termini ti guardava negli occhi e leggendoti l’anima ti sbatteva in faccia la realtà. Io apprezzai la sua schiettezza e ne feci tesoro.

A fine giornata lo salutai ma prima di andarmene scambiai il numero di telefono con il suo autista, un ragazzo dallo sguardo gentile, io e Solange avevamo capito che avremmo dovuto parlarci ancora.

Seguì, dopo qualche ora, una telefonata da parte sua, durante la quale mi disse: “la spiritualità ha cambiato in meglio la tua vita, non tenere questi insegnamenti solo per te, hai il compito di diffondere la buona novella, unisci il tuo lavoro alla divulgazione spirituale”.

Da allora sono passati due anni, e oggi, al mio lavoro da modella ho unito la scrittura e la radio. Scrivo di spiritualità e crescita personale per questo blog e parlo degli stessi argomenti all’interno del mio programma radiofonico. Sono felice di poter fare questo tipo di divulgazione e spero che grazie a certi insegnamenti anche voi lettori possiate cambiare in meglio la vostra vita, come io ho cambiato la mia.

Paolo Bucinelli ci ha lasciati pochi giorni fa, è morto per cause naturali, dicono. È stato trovato senza vita nella sua abitazione, se n’è andato in solitudine, una condizione che solo certe anime riescono ad apprezzare davvero.

Solange mi ha ricordato l’importanza dell’essere anziché dell’apparire spronandomi a diventare quella che ero destinata ad essere, e ha insegnato a tutti noi l’importanza di non dimenticare i veri valori della vita. Era un personaggio pubblico, amava stare in tv, ma apprezzava anche le cose semplici, come la sua campagna e i suoi animali.

Tv e giornali lo stanno salutando e ricordando, e oggi, anche edizione straordinaria attraverso le mie parole ti saluta, Paolo. In onore di ciò che ci eravamo detti mi impegnerò sempre di più ad unire il mio lavoro per i mass media alla divulgazione spirituale.

Arrivederci Solange.