È morto Umberto Pizzi, storico fotografo romano e tra gli ultimi protagonisti della stagione dei paparazzi. La notizia è stata diffusa il 28 settembre 2026. Aveva 88 anni: era nato a Zagarolo il 7 ottobre 1937.

Fotoreporter dal 1963, aveva iniziato lavorando per la FAO tra Iran, Iraq, Turchia, Siria e Giordania. Negli anni Settanta e Ottanta era diventato uno dei fotocronisti della Dolce Vita e della vita mondana della capitale, e dal 1988 era giornalista pubblicista. I suoi scatti sono stati pubblicati da Time, People Magazine e Sunday Express Magazine, oltre che dalle principali testate italiane.

Davanti al suo obiettivo sono passati Giovanni Paolo II, Onassis, Gianni Agnelli, Gorbaciov, Berlinguer, Pertini e Andreotti. Amava definirsi un “paparazzo intellettuale”, uno che studiava il soggetto prima di scattare, e la critica lo ha spesso descritto come un “fotografo antropologo” capace di restituire maschere e metamorfosi dell’Italia contemporanea. Il suo archivio è stato dichiarato patrimonio di interesse culturale.

La grande popolarità arrivò negli anni Duemila con la collaborazione a Dagospia, il sito di Roberto D’Agostino, dove firmava la rubrica fotografica Cafonal. Da quell’esperienza nacquero due libri pubblicati da Mondadori: Cafonal (2008) e UltraCafonal (2010). Nell’estate del 2012 lasciò il sito.

Fino all’ultimo è stato una presenza fissa nei palazzi e nei salotti romani, che conosceva a memoria e che ha fotografato per oltre sessant’anni.

Lo scorso aprile la sua storia è diventata una docuserie, Profumo di Pizzi, firmata da Fabrizio Berruti e Gianluigi De Stefano, prodotta da Quantica Produzioni per Rai Cultura e andata in onda su Rai 5 in quattro episodi. Il racconto ripercorre quasi sessant’anni di storia italiana attraverso il suo sguardo, dalla Dolce Vita ai salotti del potere.

Con Umberto Pizzi se ne va un pezzo di memoria visiva della Roma del potere, dalla via Veneto del cinema ai Palazzi della politica.