Da oggi, lunedì 28 settembre è in vigore il price cap di Eni sui carburanti: la benzina non può superare 1,99 euro al litro, il gasolio 2,19 euro. Il limite vale nei circa 3mila punti vendita retail Enilive direttamente interessati dalla misura, su una rete complessiva di circa 3.846 impianti Eni ed Enilive e quasi 22mila distributori in tutta Italia. Nello stesso giorno parte anche il tetto di Ip, controllata dall’azera Socar, applicato in modo progressivo e senza una cifra ufficiale, mentre Q8 valuta se seguire.

Il tetto di Eni dura inizialmente 30 giorni e può essere prorogato fino a fine anno, in base all’andamento del mercato e degli approvvigionamenti. Si tratta di un prezzo massimo: ogni impianto può applicare un importo più basso. Il limite riguarda la vendita al dettaglio e non si applica all’ingrosso. Eni ha collegato l’iniziativa all’agevolazione sulle accise in vigore e la presenta come un contributo di solidarietà, motivato dalla contrazione dell’offerta di raffinati e dalla chiusura di quasi 30 raffinerie europee in 15 anni.

Il tetto arriva in una fase di forte rialzo. Il 26 settembre la benzina self service costava in media 2,158 euro al litro e il gasolio 2,357 euro, con punte di 2,252 e 2,439 euro in autostrada. Dalla stessa data lo sconto sulle accise del gasolio è stato dimezzato, da 12,2 a 6,1 centesimi al litro.

Il Centro Studi Unimpresa stima un risparmio fino a 17,80 euro a settimana, circa 80 euro al mese, per una famiglia con due auto. Per una flotta di dieci furgoni il beneficio arriva a 245 euro a settimana e a oltre 3.300 euro fino a fine anno.

La reazione del Governo

Giorgia Meloni ha definito la scelta di Ip un segnale importante di attenzione alle famiglie, a conferma che è possibile contribuire a contenere il caro carburanti. Il governo auspica un effetto traino tra le compagnie, con una concorrenza che spinga il settore a comprimere i margini.

Restano aperti i fronti delle categorie. Autotrasportatori e tassisti chiedono di essere convocati dal governo e, in caso contrario, preannunciano lo sciopero, mentre alcuni gestori accusano Eni di concorrenza sleale.