La scuola italiana è sempre più spesso teatro di episodi di violenza tra giovanissimi. Gli ultimi fatti di cronaca – dall’omicidio dello studente 19enne Abanoud Youssef al liceo Einaudi-Chiodo della Spezia, fino all’accoltellamento di un 17enne davanti a un istituto di Sora, nel Frusinate – hanno riacceso il dibattito sulla sicurezza negli istituti scolastici e spinto il governo ad accelerare su nuove misure di contrasto.

Sul tema è intervenuto anche il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, che nelle ultime ore ha avuto un contatto diretto con la dirigenza scolastica coinvolta: “Ho sentito in queste ore la preside ed era molto scossa. Quello che noi possiamo e dobbiamo fare, a mio avviso, in quelle scuole, diciamo, di maggior rischio, dove vi sono delle problematiche, è consentire al preside di installare, magari d’intesa con il prefetto, dei metal detector”.

Parole che segnano un cambio di passo netto e che si inseriscono nel quadro di una vera e propria rivoluzione culturale annunciata dal Ministero. Intanto, dal Viminale fanno sapere che entro pochi giorni arriverà in Consiglio dei Ministri un Decreto con un pacchetto di misure concrete per prevenire e contrastare episodi del genere.