28 dicembre 2020… finalmente è passato il fatidico V day, anche se ancora sono perplessa e basita sulla gestione della giornata e dei giorni precedenti l’evento. Sono consapevole e convintissima dell’enorme opportunità che la scienza ci ha donato con la messa a punto di un vaccino per il Covid 19. Se torno indietro con la memoria, mai avrei immaginato un risultato eccezionale in così pochi mesi.
Ma proprio per questo la raccapricciante messa in scena cui abbiamo assistito mi lascia l’amaro in bocca. Nessuno si è preso la briga di menzionare o, almeno, correre con il pensiero agli scienziati e ai ricercatori che senza sosta, per mesi, hanno lavorato incessantemente per ottenere questo risultato. Gli unici scienziati che abbiamo visto e menzionato in questo giorni sono gli scienziati televisivi, quelli che ci hanno parlato per mesi della pandemia, del virus, contraddicendosi spesso tra loro e con se stessi e che abbiano rivisto nello show dedicato al primo giorno di somministrazione del vaccino.
Si avete letto bene: show. Perché questo giorno così importante ha perso la vis di vittoria degli scienziati che si sono realmente dedicati allo studio del vaccino, per assumere una forma propagandistica del percorso lungo ma spettacolarizzante che le prime dosi hanno subito per raggiungere le postazioni vaccinali dedicate.
Uno spiegamento di forze armate per scortare un camion refrigerante che dal Belgio, attraverso mezza Europa, è giunto in Italia, a Roma e da lì , con i mezzi dell’aeronautica militare, ha raggiunto le sedi regionali. Il tutto per circa 9000 dosi di vaccino. Mi chiedo: non bastava un solo aereo dal Belgio che in un’ora avrebbe potuto portare le scatole refrigeranti a Roma e Milano e da lì smistare in una mattinata?
No, the show must go on… e così abbiamo assistito al Grande Fratello del vaccino, per la gioia di Casalino e di tutti coloro che si sono sentiti orfani della puntata di Natale del GF Vip non andata in onda….
Da qui le mie perplessità e il mio senso di malessere.
Possibile che ci accontentiamo di entusiasmarci per la spettacolarizzazione di un trasporto, per quanto importante, e dimentichiamo la vera essenza dell’evento? No non ci credo, noi Italiani non siamo così. Siamo sostanza, oltre che forma.
Penso piuttosto i nostri Governanti ci reputino stupidi, abbindolabili con la paura della mutazione inglese del virus, influenzabili con esteriorità, con la presentazione di tendoni primula, credendo, in questo modo, di distogliere la nostra attenzione dal problema vero: i vaccini ci sono, forse non così numericamente abbondanti da concludere la campagna vaccini a settembre, come Arcuri tenta di convincerci, ma NON abbiamo ancora una pianificazione di come dovrebbe essere questa campagna.
Abbiamo quartieri fieristici vuoti, impianti sportivi bloccati, ospedali dismessi, caserme inutilizzate, allestitori fermi da febbraio e i nostri Governanti, anziché pensare di utilizzare quelle aree per la vaccinazione di massa, affidano ad illustre architetto la progettazione di tende da piazzare in giro per l’Italia, senza nemmeno pensare a come gestire flussi e tempistiche di somministrazione. Non sappiamo ancora se avremo i medici e gli infermieri per gestire il piano perché ….sì, manca il piano vaccinale.
La Germania ha convertito velodromi opportunamente allestiti per gestire la vaccinazione, l’organico sanitario è completo. Loro sono già pronti, noi aspettiamo la primavera per veder fiorire le primule.










