È il giorno del Consiglio europeo. Una giornata importante in cui si farà il punto di tutto: pandemia, vaccini, economia. Un consiglio europeo in cui interverrà anche il presidente Usa, Joe Biden. Come recita un comunicato stampa della Casa Bianca: “Su invito del presidente del Consiglio europeo Charles Michel, il presidente Biden parteciperà a una sessione del vertice programmato dei leader dell’UE. Si impegnerà con i leader dell’Unione europea sul suo desiderio di rivitalizzare le relazioni USA-UE, collaborerà per combattere la pandemia e affrontare il cambiamento climatico, e rafforzare il più grande rapporto commerciale e di investimento del mondo. Discuterà anche di interessi di politica estera condivisi, tra cui Cina e Russia”.

È passato un anno da quel Consiglio europeo che il 26 marzo del 2020 riconobbe la pandemia come «una sfida senza precedenti per l’Europa». Mario Draghi lo ha ricordato ieri in apertura del suo intervento al Senato alla vigilia del vertice che si terrà oggi e domani in videoconferenza tra i leader della Ue. Il premier non ha risparmiato critiche alle Regioni e contro l’Europa. Draghi comprende «la delusione dei cittadini europei». La Ue aveva dato rassicurazioni – in primis sulla distribuzione dei vaccini – che non è riuscita a mantenere. Sarebbe importante che nella riunione del Consiglio europeo, nell’ambito dei temi economici – mercato unico, bussola digitale, fondi del Next generation Eu, politica industriale, tassazione digitale – trovasse spazio, benché non programmato, il tema degli aiuti all’economia nella situazione di contrasto della pandemia, nonché delle misure di flessibilità per le banche.

Covid: Toti, polemiche su Regioni? E’ scaricabarile

Molto critico il presidente della Liguria, Giovanni Toti che, in un’intervista a La Stampa, chiede al premier Draghi un aiuto con la sburocratizzazione, ad esempio con il consenso informato “più semplice o addirittura implicito, l’allargamento delle categorie che possono vaccinare, che è stato colto in parte con l’inserimento dei farmacisti, uno scudo penale per chi si trova a vaccinare e può ritrovarsi indagato”. Toti è d’accordo con il premier sulla necessità di iniziare ora a parlare di riaperture graduali dopo Pasqua: “E’ il motivo per cui bisogna dare lena alla campagna di vaccinazione sui più fragili, lasciando da parte tutte le polemiche. In Liguria lo stiamo facendo: siamo tra la sesta e l’ottava posizione in Italia sia sugli ultraottantenni, sia sulla popolazione generale vaccinata. Se togliamo la paura alla popolazione più fragile e anziana possiamo pensare a riaprire il Paese e salvare l’estate al turismo“.

Il governatore della Liguria conta al 30 aprile di arrivare al 90% di dosi somministrate “su quelle consegnate. Su altre categorie, quelle degli AstraZeneca,” “siamo stati più lenti. Lo abbiamo fatto perché’ abbiamo dirottato il personale sugli over 80 e su tutto il territorio, per portarli più vicino agli anziani”. Le polemiche sulle interpretazioni differenti sulle priorità, a seconda delle regioni, a Toti sembrano “uno scaricabarile poco positivo: nessuna regione si è inventata le categorie prioritarie, dagli insegnanti agli uffici giudiziari, se le è inventate il ministero della Salute con il Parlamento“. Il governatore comunque è d’accordo “sul procedere per fasce d’età: una volta che avremo vaccinato i nostri over 75, negli ospedali avremo un terzo dei ricoverati”.

 Le misure dopo Pasqua. Riaprono le scuole, ma con regole precise

Intanto si inizia a parlare di quello che sarà dopo Pasqua. Quali misure verranno messe in atto? Che differenze rispetto ad oggi? Pare purtroppo che ci saranno ancora molte zone rosse e arancioni. La riapertura riguarderà soltanto le scuole. Il piano è stato già messo a punto, anche grazie alla collaborazione con il ministero della Difesa: strettissime le regole per riportare la didattica a distanza al 50% in fascia arancione, lezioni in presenza per materne ed elementari in fascia rossa. Tutto il resto dovrà attendere. Nei prossimi giorni il presidente del Consiglio Mario Draghi convocherà la «cabina di regia», valuterà con i ministri regole e divieti, ma gli scienziati frenano sulla ripartenza delle attività. Anche per i ritardi della campagna vaccinale che sconta le mancate consegne da parte delle aziende farmaceutiche e il caos in alcune regioni. I Governatori regionali rimproverano al premier di aver «dato il via allo scaricabarile».

Un malumore destinato a esplodere oggi nella Conferenza Stato-Regioni, dove il presidente Stefano Bonaccini e la ministra Mariastella Gelmini proveranno a riportare la pace con un appello all’unità e alla leale collaborazione col governo. La severità con cui Draghi ha bacchettato quelle Regioni che «trascurano gli anziani» è stata accolta come una sferzata ingenerosa. I governatori si sono attaccati al telefono, sfogando tutto il loro stupore perché «il piano vaccinale è stato elaborato dal governo» e chiedendosi il perché di un richiamo così duro.

Alleanza Pd-M5S: l’incontro Letta-Conte

 Sul piano meramente politico, ieri è stato il momento della sinistra, con l’incontro tra il nuovo segretario dem, Enrico Letta, e il leader in pectore del M5S, Giuseppe Conte. Un primo faccia a faccia per gettare le basi di quel centrosinistra «largo e aperto». «Un incontro molto proficuo: si apre un cantiere dove prevarrà il dialogo, un confronto costante per trovare soluzioni comuni per il Paese», spiega Conte. La mente dei due ex premier era rivolta soprattutto alle Amministrative. Saranno un banco di prova importante per entrambi, soprattutto per il neo eletto leader dem che sarà alla sua prima sfida elettorale. «E’ quello – ha sottolineato Letta nel corso dell’incontro il vero test per la costruzione di una coalizione in vista delle Politiche. Dobbiamo aprire – ha detto ancora il segretario del Pd – un Cantiere prioritario. E consolidare e rendere sistematici i nostri rapporti».