In arrivo 50 milioni di atti tra cartelle di Agenzia Entrate Riscossione e avvisi bonari Agenzia delle Entrate. Il 2021 per i contribuenti inizia così. Eh già! in piena emergenza sanitaria ed economica, con tante attività chiuse (in molti casi da mesi), il Governo ha deciso di non prorogare la spedizione di cartelle esattoriali, pignoramenti, avvisi bonari e avvisi di accertamento.
Il totale degli atti che arriveranno, pertanto, nelle case degli italiani da Agenzia Entrate Riscossione (ex Equitalia) e da Agenzia delle Entrate saranno circa 50 milioni. Ma attenzione, è doveroso fare subito una precisazione: non sono atti che scaturiscono dal recupero di evasione fiscale, bensì da imposte e tasse regolarmente denunciate dai contribuenti nelle dichiarazioni fiscali ma che non sono riusciti a pagare nei tempi stabiliti.
Ma se il contribuente non è riuscito a pagarle nei tempi stabiliti precedentemente, come può pensare il Governo che riescano a farvi fronte adesso in piena chiusura delle attività economiche? Sul tavolo della discussione si ipotizzano altre rottamazioni o dilazioni varie, ma nel frattempo i cittadini continuano a vivere nell’incertezza.
Vediamo però cosa può fare il contribuente nel momento in cui si dovesse veder recapitare una cartella o un avviso. Per prima cosa, rivolgersi al proprio professionista di fiducia. E’ molto importante essere tempestivi nella richiesta di aiuto e trasmissione dei documenti, per dare il tempo materiale e necessario al professionista di esaminarli prima della scadenza dei termini e valutare insieme il da farsi. Ricordarsi, inoltre, di controllare con regolarità la pec (posta elettronica certificata), perché spesso viene usata dalla Pubblica Amministrazione per inviare atti anziché usare il metodo tradizionale della raccomandata. Leggere una pec con molti giorni di ritardo, significa avere meno tempo a disposizione per valutare il da farsi.
Dopo aver accertato che il tributo sia effettivamente dovuto, e se non è possibile provvedere al pagamento nel termine previsto, si può valutare di rateizzarlo. Il numero delle rate e le modalità di rateizzazione variano a seconda dell’atto ricevuto. Per fare un esempio: una cartella esattoriale può essere rateizzata in via ordinaria fino a un massimo di 72 rate mensili (6 anni). Se l’atto in questione è invece un avviso bonario, la richiesta di rateizzazione può essere ottenuta fino a 20 rate trimestrali (5 anni).
Nelle attuali condizioni in cui ci troviamo, però, non è possibile pensare di affrontare la questione dei pagamenti arretrati con delle semplici rateizzazioni, ma a mio avviso è necessario un intervento da parte dell’Amministrazione molto più efficace. L’ideale sarebbe un provvedimento di pace fiscale di lungo respiro in modo da permettere ai contribuenti il superamento di questa emergenza sanitaria ed economica e rimettere in moto l’economia di questo Paese.










