Zelensky: domani colloqui con Witkoff e Kushner
A quattro anni dallo scoppio del conflitto, la guerra tra Russia e Ucraina resta una ferita aperta nel cuore dell’Europa. Mosca, che immaginava una risoluzione lampo, è oggi impantanata in una guerra lunga e logorante con un bilancio umano drammatico. Al contrario, Kiev che ha potuto usufruire del sostegno politico, economico e militare dell’Unione europea, ha resistito con determinazione, contro ogni previsione.
Il presidente Donald Trump anche in queste ore continua a ribadire l’impegno di Washington per porre fine alla guerra perché si arrivi a un accordo almeno di tregua a lungo termine. Giovedì i negoziatori ucraini guidati dal segretario del Consiglio di sicurezza nazionale Rustem Umerov ,incontreranno l’inviato speciale americano Steve Witkoff e Jared Kushner per discutere della ricostruzione postbellica, incluso un “pacchetto di prosperità”, ha dichiarato il presidente Zelensky. I team prepareranno anche un possibile incontro trilaterale con la Russia, atteso da Kiev all’inizio di marzo.
Anche l’Italia, dove il tema degli aiuti militari a Kiev ha provocato qualche frizione all’interno della maggioranza, è chiamata a partecipare con responsabilità al processo di pace, contribuendo con la diplomazia alla stabilità dell’area. Ed è proprio il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari, braccio destro della premier Giorgia Meloni, a lanciare un messaggio netto sulla posizione del generale Roberto Vannacci. “Chi è contro il sostegno all’Ucraina si autoesclude da questa coalizione: il centrodestra ha un programma chiaro con il quale si è presentato agli elettori, che non lascia spazio ad ambiguità”.










