Speranza firma per stop impianti sci fino al 5 marzo. Panico tra i gestori: si bruciano milioni di euro

È stata una domenica movimentata quella di ieri, quando Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute, ha chiesto insieme al Cts, un nuovo lockdown e di rivedere la decisione di riaprire gli impianti delle stazioni sciistiche, che avrebbero dovuto riaprire oggi 15 febbraio. È “urgente – ha detto Ricciardi – cambiare subito la strategia di contrasto al virus SarsCov2: è necessario un lockdown totale in tutta Italia immediato, che preveda anche la chiusura delle scuole facendo salve le attività essenziali, ma di durata limitata”.

E così il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato un provvedimento che vieta lo svolgimento delle attività sciistiche amatoriali fino al 5 marzo 2021, data di scadenza del DPCM 14 gennaio 2021. “Il Governo – ha detto Speranza – si impegna a compensare al più presto gli operatori del settore con adeguati ristori”.

Immediata la reazione di Matteo Salvini: “Non ho parole. Non se ne può più di ‘esperti’ che parlano ai giornali, seminando paure e insicurezze, fregandosene di tutto e tutti. Confidiamo che con Draghi la situazione torni alla normalità“, ha commentato il segretario della Lega Matteo Salvini. Poco dopo, a Mezz’ora in più su Rai3 è tornato sul tema: “Prima di terrorizzare gli italiani – dice Salvini – fai il favore di parlarne con il presidente del Consiglio”. “Non ci sta che un consigliere una domenica mattina si alzi e senza dire nulla al suo ministro o al presidente del Consiglio – ha aggiunto – parli di una chiusura totale. Io credo che la gente più lavora e meno parla e meglio è”.

Stessa reazione del senatore della Lega, Armando Siri, uno dei sostenitori del movimento #IoApro: “Non se ne può più!! – scrive su Facebook – Che Ricciardi la smetta di parlare ai giornali seminando il panico invocando il lockdown totale! È stato provato scientificamente che le chiusure non impediscono la diffusione del virus che fa il suo corso naturale, indipendentemente dal masochismo con cui lo affrontiamo”. “La strada è al contrario quella di riaprire subito tutto, in sicurezza, rispettando le profilassi indicate ovvero – scrive -: mascherina in luoghi al chiuso, distanza di 1 metro e lavaggio delle mani. Contiamo sul fatto che il nuovo Governo dimostri effettiva discontinuità con la condotta di quello precedente restituendo al Paese un po’ di normalità e di fiducia“.

Anche il governatore del Veneto, Luca Zaia, commenta negativamente la scelta di Speranza: “Ora servono indennizzi per i danni subìti”, dice in un’intervista al Corriere della Sera.

Sulla chiusura degli impianti da sci, a poche ore dalla loro apertura, ha infiammato le polemiche. Attaccano i ministri Giancarlo Giorgetti e Massimo Garavaglia: “La montagna, finora dimenticata, merita rispetto e attenzione: che risposte si danno e in che tempi al documento predisposto dalle regioni? Non è solo questione di cifre: non è detto nemmeno che bastino i 4,5 miliardi richiesti quando la stagione non era ancora compromessa, probabilmente ne serviranno di più, a maggior ragione se ci sono altri stop. Gli indennizzi per la montagna devono avere la priorità assoluta, quando si reca un danno, il danno va indennizzato; già subito nel prossimo decreto”.

“Per l’economia delle Regioni è una mazzata all’ultimo secondo – ha detto il Coordinatore della Commissione speciale Turismo ed Industria alberghiera della Conferenza delle Regioni, Daniele D’Amario –  perché dopo due rinvii arriva un altro stop. Le Regioni in zona gialla si erano organizzate per attuare un protocollo di sicurezza e ingaggiare personale adeguato, ma si rispegne una macchina che si era messa in moto nel rispetto delle regole”.

Per l’Anef, l’Associazione Nazionale Esercenti Funiviari “dopo il 3 dicembre, il 7 gennaio, il 18 gennaio e il 15 febbraio, adesso la proroga al 5 marzo. Ormai la stagione è saltata, ci sentiamo presi in giro di fronte a tutto quello che abbiamo speso per l’apertura di domani (oggi, ndr), in vista della quale abbiamo assunto altro personale. I ristori siano immediati, altrimenti il comparto va in fallimento. Siamo il settore più penalizzato: da 12 mesi senza un euro di incasso ma con spese e stipendi da pagare. La cassa integrazione è arrivata a dicembre, da luglio lavoravamo per preparare l’inverno”.

“Una decisione dell’ultimo secondo che dà un ulteriore colpo gravissimo a un settore che stava faticosamente riavviando la propria macchina organizzativa”: così il presidente della Lombardia Attilio Fontana. “Ancora una volta – ha aggiunto – si dimostra che il sistema delle decisioni di ‘settimana in settimana’ è devastante sia per gli operatori, sia per i cittadini”.

“Il Cts aveva i dati dei flussi già da martedì quindi poteva dare una indicazione” che avrebbe permesso al ministro Speranza di “prendere una iniziativa più tempestiva” e non decidere di prorogare la chiusura degli impianti da sci, che avrebbero dovuto aprire domani (oggi, ndr), al 5 marzo. Letizia Moratti, assessore al Welfare della Lombardia, ai microfoni del TgR, è partita da questo per spiegare che si tratta di “un danno grave agli operatori”. “Quello che chiediamo al governo è avere tempi più certi e non avere aperture e chiusure così a ridosso l’una dall’altra rispetto ai tempi in cui si devono preparare” ha aggiunto.

Per il presidente della Regione Valle d’Aosta, Erik Lavevaz “una chiusura comunicata alle 19 della vigilia dell’apertura, prevista da settimane, dopo mesi di lavoro su protocolli, assunzioni, preparazione delle società, è sinceramente inconcepibile. Pur capendo le motivazioni sanitarie, la procedura non è sinceramente spiegabile e certamente non è un segno di rispetto e di correttezza di tutto il mondo economico che gira intorno alla montagna e allo sci. Sono molto amareggiato”.

Il presidente dell’Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini esprime “stupore e sconcerto, anche a nome delle altre Regioni, per la decisione di bloccare la riapertura degli impianti sciistici a poche ore dalla annunciata e condivisa ripartenza”.

“Tutte le sante domeniche il super consulente del Ministero della Salute #Ricciardi invoca un nuovo lockdown totale. Ogni domenica i cittadini e le imprese italiane si chiedono perché non sia possibile un #lockdown ad personam per Ricciardi. Aiuto… Presidente Draghi…”, scrive su twitter il governatore ligure Giovanni Toti.