Povertà, aiuti a favore di chi si trova in difficoltà e per le imprese che hanno dovuto chiudere per l’emergenza covid-19. Si è parlato di questo e non solo durante la tavola rotonda “Emergenza povertà, cosa fare subito”, organizzata dal senatore della Lega, Armando Siri, alla quale sono intervenuti, tra gli altri, i premi Nobel per l’economia del 2019 Michael Kremer, direttore del “Development Innovation Lab” presso l’Università di Economia a Chicago, e il professor Abhijit Banerjee dell’ “Institute of Technology” in Massachusetts e co-fondatore del ”J-Poverty Action Lab”, un centro globale di ricerca di lavoro per ridurre la povertà Usa. In videocollegamento anche il leader della Lega, Matteo Salvini, il presidente Istat Gian Carlo Blangiardo, il vice direttore Eurispes Alberto Baldazzi, il prof. Pietro Boria dell’Università La Sapienza, oltre ai massimi rappresentanti di tutti i livelli istituzionali coinvolti nel contrasto quotidiano alla povertà come Anci, Uil per l’Alleanza contro la Povertà, Fondazione Banco Alimentare, Fondazione Banco Farmaceutico.
“Servono aiuti a favore di chi si trova nell’impossibilità di accedere a reddito di inclusione o di cittadinanza, perché non ha i requisiti, ad esempio ha perso il lavoro ma ha una casa – ha affermato Armando Siri -. Si avrebbe il duplice effetto di aiutare chi è in difficoltà e aiutare le attività con una iniezione di disponibilità di spesa. E’ una delle cose che si potrebbero mettere in campo senza dispendere le risorse in mille rivoli”.
“Occorre che il Paese abbia una reazione immunitaria alla malattia che è il calo dei consumi, che porta con sé la disoccupazione, e noi pensiamo che la risposta sia una completa riforma fiscale”, ha aggiunto Siri, “la povertà è un tema che qualunque governo verrà nei prossimi giorni deve sapere affrontare“.
A Natale 4 milioni di Italiani non sono riusciti a mettere insieme il pranzo con la cena.
390 mila imprese hanno chiuso…Pubblicato da Armando Siri su Mercoledì 3 febbraio 2021
“Le famiglie in condizioni di povertà assoluta sono il 6,4% – ha ricordato il presidente dell’Istat Gian Carlo Blangiardo -: vuol dire che 4,6 milioni di persone sono sotto la soglia”. Ma la povertà è di vari tipi, economica, sanitaria, educativa. “La pandemia – ha sottolineato il presidente Istat – ha aggravato fragilità pre-esistenti, sia nel Nord che nel Sud del Paese. Una quota consistente di persone ha rinunciato alle cure per motivi economici, e con 14 milioni di persone con oltre 65 anni la sanità è un elemento di straordinaria importanza”.
“A Natale 4 milioni di italiani – ha ricordato Armando Siri – non sono riusciti a mettere insieme il pranzo con la cena. 390 mila imprese hanno chiuso per sempre. Persi 2 milioni di posti di lavoro, 700 mila bambini hanno bisogno di aiuto per cibo e latte a causa dell’aggravarsi delle difficoltà economiche delle famiglie, 800 mila dei 4 milioni di padri separati sono oltre la soglia di povertà, 3 milioni di lavoratrici e lavoratori sono finiti in cassa integrazione a zero ore. Il ceto medio già in grande difficoltà ancora prima del covid ha avuto il colpo di grazia. Molti professionisti e Partite Iva sono privi di mezzi di sostentamento. La situazione economico-sociale del Paese richiede provvedimenti e iniziative urgenti. Cosa fare? Mentre l’attenzione di molti è rivolta alle liturgie della crisi in atto noi ci occupiamo dei problemi quotidiani di quella parte di cittadini che non possono essere dimenticati”.
“Sono milioni gli italiani che perdendo il lavoro sono scivolati sotto la soglia dell’indigenza. Solo grazie al lavoro si sconfigge la povertà e questo lo si crea solo semplificando e abbassando le imposte con la flat tax per stimolare i consumi e la domanda interna– dice Siri-. Un Paese fondato sul lavoro può aspirare a garantire effettiva, concreta e dignitosa assistenza ai più bisognosi. Al contrario, un Paese povero sempre più povero, è destinato alla sconfitta sociale ed economica”.














