«Start the hiring chain», in inglese “Inizia la catena di assunzioni”. Potremmo considerarlo il motto della nuova canzone di Sting realizzata in occasione della Giornata Mondiale sulla sindrome di Down (oggi, 21 marzo), “The Hiring Chain”.
Una canzone che è una vera e propria campagna di sensibilizzazione. Lanciata da CoorDown – coordinamento nazionale associazioni delle persone con sindrome di Down – “The Hiring Chain” serve ad affermare che assumere una persona diversamente abile può innescare un circolo virtuoso per favorire nuove opportunità professionali per tutti.
Un evento promozionale nato grazie alla collaborazione con l’agenzia Small di New York e Indiana Production. Il brano originale interpretato da Sting è stato composto da Stabbiolo Music. Già nei primi giorni di pubblicazione il video ha subito raggiunto oltre 1.400.000 visualizzazione, di cui oltre 730mila su LinkedIn. Nella prima scena della canzone dal testo energico e gioioso, incontriamo Simone, una ragazza che lavora in un fornaio e sfoggia a tutti le sue capacità. Tra le clienti presenti nel negozio c’è un’avvocatessa che, rimasta colpita dal talento della giovane commessa, decide di assumere un ragazzo Down tra i suoi collaboratori per metterlo alla prova.
Da questo momento si crea una reazione a catena per dimostrare che ciascuno di questi ragazzi è un dipendente di valore e chiunque, in base alle proprie competenze ed ai propri limiti, può ottenere una posizione lavorativa dignitosa e rispettabile.
Ma al giorno d’oggi, perché è fondamentale lottare in favore dell’inclusione lavorativa? Sicuramente, garantire un posto di lavoro anche ai soggetti diversamente abili non è solo un diritto, ma porta benefici in tutta la società. Infatti, se motivate, le persone affette da sindrome di Down possono raggiungere grandi risultati ed avere un impatto positivo agli occhi di tutti.
A dimostrazione di tutto ciò ci si può riferire anche alla serie televisiva italiana «Ognuno è perfetto» diretta da Giacomo Campiotti e trasmessa sugli schermi nel 2019. La serie narra la storia di Rick, un ragazzo di 24 anni con sindrome di Down che, dopo numerosi tirocini e stage, manifesta la volontà di trovare un lavoro vero. Dopo svariati tentativi, il sogno di Rick si avvera quando conosce Miriam, la proprietaria di un’antica cioccolateria, che lo assume a lavorare nel reparto packaging dell’azienda nel quale lavorano esclusivamente ragazzi disabili con il compito di comporre particolari scatole di cioccolatini in modo da rendere unico e riconoscibile il marchio di fabbrica. Questa nuova realtà lavorativa crea un legame fortissimo tra tutto il personale del reparto, talmente forte che Rick si innamora perdutamente di Tina, una sua collega che ricambia pienamente il suo sentimento. Inoltre, ciascun dipendete ha la facoltà di gestire i propri ritmi lavorativi, tenendo sempre in primo piano le scadenze e l’obiettivo da raggiungere. Alla base di tutto ciò è sempre il grande supporto dalle famiglie dei ragazzi-lavoratori e la volontà di distruggere ogni discriminazione sociale derivata dai falsi pregiudizi.
Fino a quando tutti i datori di lavoro e gli imprenditori non accetteranno di assumere dipendenti con sindrome di Down, e fino a quando la concezione che la nostra società ha nei loro confronti non cambierà, non potremmo mai definirci un Paese democratico e libero. Così come stiamo provando a combattere vari pregiudizi relativi ad altre realtà (sessualità, razzismo…), è ora di prendere a cuore e seriamente il problema della disabilità. Il rischio è di arrivare sempre troppo tardi rispetto alle esigenze che il nostro tempo ci impone.









