Riflessioni di un insegnante che crede nei sogni dei suoi alunni (nonostante tutto!)

insegnante dad

Da quest’autunno insegno Italiano in una scuola privata della mia città. È la prima volta che esercito tale professione, un lavoro ricco di soddisfazioni e gioie, ma altrettanto complesso e pieno di sacrifici.

Come la maggior parte dei miei colleghi sparsi su tutto il territorio nazionale, in queste ultime settimane sto facendo lezione a distanza e questo richiede un carico maggiore di impegno.

Assieme ai miei alunni, ho fatto numerose riflessioni sul momento storico che stiamo passando, unico nel suo genere e speriamo anche irripetibile.

Gli occhi degli adolescenti sono pieni di sconforto, sfiducia e frustrazione, ma per fortuna c’è chi riesce a tenere ben presente i propri obiettivi di vita. Mi ricordo molto bene un tema di una mia allieva nel quale ha illustrato le sue aspirazioni per il futuro: lei vorrebbe diventare un medico e sta facendo di tutto per raggiungere il traguardo.

Non so da cosa sia nato il suo amore per la medicina, forse vuole seguire le orme del padre, oppure si sta ispirando ai nostri eroi, a chi lavora negli ospedali per assistere e curare i malati a causa dell’infezione dal Virus.

Leggere le sue parole mi ha insegnato cosa vuol dire essere costanti in vista della realizzazione dei propri sogni nonostante tutte quelle persone che cercheranno sempre di ostacolare le strada e di spegnere la fiamma del desiderio, facendo credere che il proprio destino sia orientato ad altro.

Penso che questa ragazza stia trasmettendo un messaggio fondamentale per questo periodo: anche se tutto sembra cupo e fermo, non bisogna mai perdere la speranza.

A mio avviso dobbiamo paragonarci a degli arcieri: affinché la freccia vada lontano, dobbiamo tirare indietro il gomito. Questo messaggio vuol dire che in questa situazione siamo costretti a fare un passo indietro per poi iniziare a correre e a recuperare il tempo perso. Solo da quel momento potremmo esaudire i nostri desideri e le nostre aspirazioni. Adesso, invece, è il tempo dei progetti.