Il Recovery Plan italiano è atteso fra poche ore all’ultimo passaggio in consiglio dei ministri prima dell’invio a Bruxelles. Insieme al Pnrr la riunione di oggi dovrebbe dare il via libera al decreto sul «fondo complementare», che regola l’utilizzo dei 70 miliardi di scostamento fino al 2033 per gli investimenti fuori dal raggio d’azione di Next Generation Eu, e al provvedimento con le proroghe di primavera.
Nell’ordine del giorno non dovrebbe essere contemplato il decreto sulla governance del Recovery, che ha bisogno ancora di qualche Istruttoria tecnica. Dal documento finale emergono i dettagli per singolo intervento della ripartizione dei 191,5 miliardi del piano: circa 140 progetti, ciascuno dei quali si articola in varie linee di finanziamento per un totale di oltre 220, più una quarantina di “riforme” di supporto a costo zero. Emerge la mappa di spesa in tutte le sue sfumature, dalle voci più robuste (il superbonus del 110% e l’ex iperammortamento per i macchinari) alle micromisure (zona economica speciale per la Sardegna o Roma 4.0).
Per il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per realizzare il Pnrr serve “uno sforzo corale delle istituzioni e delle forze economiche e sociali”. In un messaggio inviato all’Assemblea delle camere di commercio, Mattarella ha sottolineato che “disponiamo di risorse che possono aiutarci non solo a ripartire, ma anche a promuovere un autentico salto in avanti, una rinascita della comunità. Una grande opportunità, che non possiamo disperdere”.
Ieri si è votata la fiducia al ministro della Salute, Roberto Speranza. Ha prevalso la via della responsabilità. Matteo Salvini ha votato contro la mozione di sfiducia, contribuendo a respingere l’offensiva voluta da Fratelli d’Italia. A determinare la brusca frenata del leader della Lega è Mario Draghi, che aveva reclamato lealtà ai partiti di maggioranza. Il ministro Speranza: “Chi porta avanti questa battaglia contro di me è un irresponsabile che lucra sul disagio delle persone e fa passare messaggi pericolosi: abbiamo di fronte settimane non semplici, la curva dei contagi non è ancora sotto controllo, dobbiamo gestire con attenzione questa fase di transizione, ci vuole poco a tornare indietro”.










