Parigi, arrestati ex brigatisti. Altri tre sono in fuga e ricercati

Arrestati in Francia 7 terroristi

Sette ex terroristi italiani rifugiati in Francia sono stati arrestati a Parigi su richiesta dell’Italia, mentre altri tre sono in fuga e sono ricercati. I dieci sono accusati di atti di terrorismo risalenti agli anni ’70 e ’80.

Secondo quanto apprende l’ANSA da fonti investigative francesi, gli arrestati sono Enzo Calvitti, Giovanni Alimonti, Roberta Cappelli, Marina Petrella e Sergio Tornaghi, tutti delle Brigate Rosse; di Giorgio Pietrostefani di Lotta Continua e di Narciso Manenti dei Nuclei Armati contro il Potere territoriale.

tre in fuga e ricercati sono Luigi Bergamin, Maurizio Di Marzio e Raffaele Ventura.

L’operazione è stata condotta dall’Antiterrorismo della polizia nazionale francese (Sdat) in collaborazione con il Servizio di cooperazione internazionale della Criminalpol, con l’Antiterrorismo della Polizia italiana e con l’esperto per la sicurezza della polizia italiana nella capitale francese.

Dei 7 fermati, quattro hanno una condanna all’ergastolo: Capelli, Petrella, Tornaghi e Manenti. Per Alimonti e Calvitti, la pena da scontare è rispettivamente 11 anni, 6 mesi e 9 giorni e 18 anni, 7 mesi e 25 giorni. Pietrostefani deve scontare una pena di 14 anni, 2 mesi e 11 giorni.

Cinque di loro sono ex membri delle Brigate rosse. Giovanni Alimonti, è nato a Roma nel 1955 e deve ancora scontare 11 anni e mezzo di carcere e 4 anni di libertà vigilata. Tra i delitti per cui è condannato c’è il tentato omicidio del vice dirigente della Digos di Roma Nicola Simone. Enzo Calvitti, nato a Mafalda, anche lui classe 1955, deve scontare 18 anni e 7 mesi di carcere e 4 anni di libertà vigilata. Roberta Cappelli, romana, anche lei classe 1955, è condannata all’ergastolo per gli omicidi del generale Galvaligi, dell’agente di polizia Michele Granato, del vice questore Sebastiano Vinci e dei ferimenti di Domenico Gallucci e di Nicola Simone. Marina Petrella, romana, classe 1954, è condannata all’ergastolo per l’omicidio del generale Galvaligi, il sequestro del giudice D’Urso, l’attentato a Nicola Simone, il sequestro dell’Assessore Ciro Cirillo (per il quale furono uccisi due operatori di scorta). Sergio Tornaghi, milanese, 1958, è condannato all’ergastolo: tra i reati che gli sono contestati, l’omicidio del direttore generale della Ercole Marelli.

Giorgio Pietrostefani, classe 1943, militante di Lotta continua, deve scontare 14 anni e 2 mesi di carcere per l’omicidio del commissario Calabresi.

Narciso Manenti, del 1957, apparteneva ai Nuclei armati contropotere territoriale ed è stato condannato all’ergastolo per l’omicidio dell’appuntato dei Carabinieri Giuseppe Gurrieri. Deve anche scontare altri anni di reclusione per ricettazione, detenzione e porto abusivo di armi, associazione sovversiva.