Oggi è il Dantedì 2021, Giornata dedicata a Dante Alighieri

Dante Alighieri Divina Commedia

Gli studiosi di tutto il mondo riconoscono nel 25 marzo l’inizio del viaggio nell’aldilà della Divina Commedia. Proprio in questa giornata, tutto il mondo celebra il Poeta con eventi e iniziative. L’edizione 2021, in particolare, è molto importante perché avviene nel settecentesimo anniversario della morte del Sommo Poeta.

Ma chi era Dante?

Figlio di Alighiero II degli Alighieri e di Bella, Dante apparteneva ad una famiglia della nobiltà guelfa fiorentina. Particolarmente influenzato da Brunetto Latini, il suo maestro, Dante impara fin da subito l’arte della poesia e stringe amicizia con alcuni dei poeti più importanti del tempo, tra i quali ricordiamo Guido Cavalcanti.

Nel 1285 sposò Gemma di Manetto Donati, ma è dal 1274 che risale il primo incontro con Beatrice a cui Dante è legato da un amore profondo.

Dante partecipò in modo attivo alla vita politica di Firenze, iscrivendosi alla corporazione dei medici e degli speziali. La città fiorentina era teatro di feroci lotte tra due fazioni guelfe: i Bianchi, che perseguivano una politica di autonomia, e i Neri, legati da interessi mercantili al papato e guidati dalla famiglia Donati. Ma a seguito delle decisioni politiche di papa Bonifacio VII, Dante scelse di schierarsi con i guelfi Bianchi.

Proprio quando Dante è a Roma (1321) alla corte del papa, è accusato di corruzione e viene sospeso dai pubblici uffici con la condanna al pagamento di una pesante ammenda. Poiché Dante scelse di non presentarsi davanti ai giudici, venne condannato alla confisca dei beni e al rogo qualora si fosse fatto trovare nel Comune di Firenze. Per questo, Dante è costretto a lasciare la sua città e iniziò a cercare una sistemazione presso le corti dell’Italia settentrionale. In particolare, si ricorda il soggiorno a Verona presso la corte di Cangrande della Scala, dove si trattenne fino al 1318 o al 1320, per poi lasciare la città veneta per trasferirsi a Ravenna, dove morì tra il 13 e il 14 settembre 1321.

Quali sono le opere principali di Dante?

La (Divina) Commedia.

L’opera descrive un lungo viaggio simbolico compiuto da Dante in un mondo immaginario basato sulla concezione cristiana dell’Aldilà dell’epoca in cui visse il poeta. Il viaggio inizia a una selva oscura che rappresenta il difficile momento vissuto dal poeta a causa delle sue ripercussioni personali e politiche. Grazie all’aiuto del poeta latino Virgilio, Dante scende lungo i gironi infernali per poi iniziare un percorso di purificazione verso il monte del Purgatorio, un luogo di passaggio dove le anime sono in attesa di espiare i propri peccati. Quindi si giunge al Paradiso, dove Dante sarà guidato da Beatrice e, nell’ultima parte – l’Empireo – da San Bernardo, dove il poeta godrà della contemplazione di Dio.

Il Convivio.

È la prima opera scritta dopo l’allontanamento da Firenze ed è una vera e propria enciclopedia dei saperi più importanza per coloro che vogliano dedicarsi all’attività pubblica senza aver compiuto gli studi. Infatti, l’opera è scritta in volgare e non in latino al fine di essere capita da tutti.

De Monarchia.

Il De Monarchia è un lavoro di riflessione politica, è scritto in latino ed è suddivisa in tre libri. Nel I libro si dimostra la necessità di una monarchia universale, il II dimostra come l’autorità imperiale discenda da Dio, e il III affronta i rapporti tra Impero e Papato.

Dante afferma che i due poteri sono autonomi e discendenti entrambi da Dio. L’impero ha come fine la felicità dell’uomo in questa vita, il Papato nell’eternità.

 De Vulgari Eloquentia.

Il De vulgari eloquentia, scritto in latino, riprende ed amplia il discorso sulla dignità del volgare. Si tratta di un trattato di retorica che fissa le norme per l’uso della lingua volgare. Doveva comprendere 4 libri, ma fu interrotta a metà del secondo.

Il I libro imposta il problema di un volgare illustre, adatto ad argomenti elevati ed importanti. Questo “volgare” deve essere cardinale, cioè far da cardine a tutti i dialetti municipali; aulico, cioè proprio del palazzo reale; e curiale, cioè rispondere alle esigenze delle corti.

Nel II libro definisce gli argomenti per cui occorre uno stile tragico: le armi, l’amore e la virtù. La forma poetica in cui si deve concretare questo stile è la canzone.

La vita nuova.

La Vita Nuova è una raccolta di 31 liriche in cui Dante elaborò un personale concetto di amore, non più solo fonte e frutto di nobiltà spirituale, ma sentimento che apre all’uomo la conoscenza del Divino, tramite la contemplazione della perfezione e della bellezza della donna amata.

Dante, infatti, incontra Beatrice per la prima volta all’età di 9 anni e ne prova una tale impressione che Amore diviene signore del suo animo.

La rivede dopo 9 anni e lei lo saluta. Da allora egli ripone tutta la sua felicità nel suo saluto. Per nascondere il suo amore finge di osservare altre donne. Questo suscita le chiacchiere della gente, e provoca lo sdegno di Beatrice che gli nega il saluto. Dante ne soffre terribilmente. Presto capisce che non è importante il saluto, quanto le parole che può scrivere a lode di lei.

Così inizia un ciclo di lode a Beatrice. Durante una malattia ha una visione, in cui Beatrice muore, e dopo poco tempo lei muore realmente. Egli è molto addolorato e cerca consolazione nello sguardo di una donna, simbolo della filosofia. Ma Beatrice gli appare in sogno, colma di gloria del Paradiso, e Dante “è innalzato all’Empireo da Amore”.

L’opera si conclude con la decisione di non parlare più di Beatrice, se non quando potrà farlo in maniera degna.

Bibliografia di/su Dante Alighieri

Oltre alla lettura delle singole opere, si consiglia:

Dante, Alessandro Barbero, Laterza 2020

A riveder le stelle, Aldo Cazzullo, Mondadori 2020

Dante Alighieri, una vita, di Paolo Pellegrini, Einaudi 2021

Dante. Il racconto della Commedia dai manoscritti agli algoritmi. Di Alberto Casadei, Il Saggiatore 2020

Le donne di Dante, di Marco Santagata, Il Mulino 2021

Danteide, di Piero Trellini, Bompiani 2021