Pesa due chilogrammi, ha quattro zampe, una fusoliera dalle dimensioni di circa 20 centimetri per 16 per 14, rotori in fibra di carbonio lunghi poco più di un metro ed è equipaggiato con antenne, un pannello solare, sensori e telecamere. Si chiama Ingenuity ed è un dimostratore tecnologico. Il drone, partito dalla Florida nel luglio 2020 attaccato alla pancia del rover Perseverance, è atterrato il 18 febbraio nel cratere Jezero del “Pianeta Rosso” dopo una rischiosa discesa ad alta velocità durata sette minuti e dopo aver attraversato l’atmosfera di Marte.

Dopo il test riuscito nelle scorse ore, il decollo – paragonato all’impresa dei fratelli Wright, i pionieri dell’aviazione sulla Terra -, era stato programmato per la notte tra domenica e lunedì. Ma i programmi sono cambiati e «bisognerà attendere almeno fino al 14 aprile per un’altra prova di volo. Il rinvio si deve ad un problema tecnico avvenuto durante i test. I tecnici sono al lavoro per risolvere il problema».
Lo rende noto il Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa. Dietro la ragione della sospensione ci sarebbe un errore registrato durante un test fatto ad alta velocità dei rotori del piccolo drone-elicottero, che ha causato l’interruzione della procedura durante il tentativo di volo.










