Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha concesso la grazia parziale a Guido Gianni, il gioielliere di Nicolosi, in provincia di Catania, condannato per aver ucciso due rapinatori e averne ferito un terzo durante l’assalto al suo negozio nel 2008. Il provvedimento, firmato il 7 ottobre, estingue tre anni e due mesi di reclusione.

Quello per Gianni è uno dei tre decreti di grazia firmati dal Capo dello Stato in base all’articolo 87 della Costituzione. Per tutti e tre i casi il ministro della Giustizia, chiusa l’istruttoria prevista dalla legge, aveva espresso parere favorevole.

La pena residua e l’affidamento in prova

Gianni, 66 anni, originario di Torino e residente da trent’anni nel Catanese, è stato condannato in via definitiva a 12 anni e 4 mesi per duplice omicidio e tentato omicidio. Finora ha espiato cinque anni e tre mesi di carcere. La decisione del Quirinale tiene conto della pena già scontata e del parere favorevole del magistrato di sorveglianza.

Con la riduzione, la pena ancora da scontare scende sotto i quattro anni. È la soglia che permette al Tribunale di sorveglianza di valutare l’affidamento in prova al servizio sociale, una misura alternativa alla detenzione.

La rapina del 18 febbraio 2008

Quel giorno tre uomini fecero irruzione nella gioielleria di Nicolosi e aggredirono Gianni e la moglie, Maria Angela Distefano. Il commerciante aprì il fuoco: due rapinatori, entrambi di 21 anni, morirono, mentre il terzo, un pregiudicato di 30 anni, rimase ferito.

La difesa ha sempre sostenuto la tesi della legittima difesa, spiegando che la lucidità dell’orefice era compromessa dall’aggressione subita dalla moglie. I giudici hanno stabilito invece che i colpi mortali furono esplosi quando i rapinatori stavano già scappando, escludendo così la legittima difesa.

Nel 2022 Maria Angela Distefano ha promosso una petizione per chiedere la grazia al presidente della Repubblica, sollecitando la scarcerazione del marito anche per motivi di salute. Alla notizia del decreto la donna ha raccontato di aver pianto per anni di dolore e di piangere oggi di gioia.

Il confronto con il caso Roggero

La vicenda di Gianni richiama quella di Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour, nel Cuneese, condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due rapinatori e averne ferito un terzo. Anche Roggero ha presentato domanda di grazia, che è ancora in attesa di risposta. A distinguere i due casi è soprattutto la parte di pena già scontata: Gianni ha trascorso in carcere oltre cinque anni, e il provvedimento firmato da Mattarella punta a rendere possibile una misura alternativa per la pena residua.