La ripresa del mondo del libro e dell’editoria, nonostante il covid

Guai a chi dice che l’editoria sta morendo! Durante il primo lockdown, infatti, il mondo del libro ha resistito alla pandemia e ha visto crescere il numero dei lettori, molti dei quali sono digitali. Ciononostante, nei primi due mesi del 2021 ha registrato un aumento del 25% degli acquisti di libri cartacei.

Fondamentale l’impegno dell’intera filiera e il grande sostegno istituzionale che ha dichiarato il libro “bene essenziale” consentendo che le librerie restassero aperte, anche nelle zone rosse. Adesso, la vera sfida è capire quanto i cambiamenti di questi mesi saranno permanenti nel tempo.

A dircelo è il “Libro Bianco sulla lettura e i consumi culturali degli italiani” (2020-2021), realizzato dal Centro per il libro e la lettura (Cepell), in collaborazione con l’Associazione Italiana Editori (AIE) e l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, presentato il 31 marzo online e scaricabile sul sito Cepell.
«I libri e la lettura sono beni essenziali e irrinunciabili e credo che il dato sulla crescita della vendita di libri a cui abbiamo assistito nell’ultimo anno non sia episodico, legato al lockdown, ma strutturale, ma ci aspetta una grande fase di sperimentazione. In fondo è una guerra quella che abbiamo attraversato, nel dopoguerra cambiano molte cose, vengono riscritte» ha detto il Ministro della Cultura Dario Franceschini.
Il Ministro ha anche assicurato che «continueremo a supportare il libro, lo abbiamo fatto durante l’emergenza con misure di sostegno a tutta la filiera, le risorse sono state importanti» e ha dichiarato che «vorrebbe che la nuova norma non restasse legata soltanto all’emergenza».
Franceschini ha poi ricordato che al ministero è «già insediato un tavolo che vuole scrivere entro la fine della legislatura una legge che si integra su quelle già approvate e già in vigore, ma che immagina di aiutare il libro e la filiera dell’editoria come avviene per il cinema».

Per il futuro ha posto l’accento sulla sperimentazione anche la deputata Flavia Piccoli Nardelli, sostenendo che «la digitalizzazione forzata che abbiamo vissuto è qualcosa che dovremmo affrontare e cercare di accompagnare e la legge sul libro e la lettura può essere un buon inizio per cercare di portare avanti questa sperimentazione».
Come ha sottolineato il presidente del Cepell Marino Sinbaldi, ci troviamo davanti ad una “sfida enorme”, per questo «dobbiamo uscire dalla pandemia e costruire un mondo completamente diverso. Le indicazioni sono incoraggianti e il modello da seguire è quello della collaborazione e non della competizione, della condivisione e non della separazione».
Angelo Piero Cappello, direttore del Cepell, ha affermato che i bandi ordinari quest’anno saranno raddoppiati perché potranno contare sia sul Fondo per la lettura e per il Libro del 2020, sia su quello del 2021. Ci saranno circa 8,7 milioni da investire in questi bandi e in più si avranno 17 milioni di rifinanziamento della Carta Cultura, oltre a 6 milioni di aiuti ai piccoli editori e 3,7 milioni di aiuti ai traduttori.

«È vero che l’anno trascorso ha consolidato il mondo del libro nella sua dimensione di prima industria culturale del Paese, ma in Italia rimane una grande questione nazionale che è quella della lettura e il divario non è solo quello con gli altri paesi europei, ma in modo molto più serio e grave, tra i territori italiani, con una spaccatura tra le regioni del Nord e del Meridione» ha sottolineato Ricardo Franco Levi, presidente dell’Associazione italiana editori (AIE).