di Carlo Toto

Conosciuta da molti con il nome di “musica universale“, l’armonia delle sfere altro non è che un concetto filosofico che considerava l’universo come un enorme sistema di proporzioni numeriche e proponeva, inoltre, una teoria secondo la quale i movimenti dei corpi celesti (Sole, Luna e pianeti) avrebbero prodotto una sorta di musica, non udibile dall’orecchio umano, ma consistente in concetti armonico-matematici.

Pitagora, per primo, capì che l’altezza di una nota è proporzionale alla lunghezza della corda che la produce, e che gli intervalli fra le frequenze sonore sono semplici rapporti numerici. Non molti però sono a conoscenza del fatto che il Cristianesimo si occupò della concezione cosmologica della musica in modo molto approfondito e trasportando successivamente le conoscenze acquisite in raffigurazioni di Angeli musicanti, suddivisi in Cori angelici gerarchicamente ordinati, identificati con le orbite celesti di astri e pianeti e sul piano dottrinale nella musica delle sfere si udiva cantare il coro degli angeli, che accompagnava gli eventi principali che avvenivano in Cielo, quali la Trinità, l’Ascensione, l’Incoronazione di Maria.

Nel Rinascimento, a fianco della teoria pitagorica si sviluppò la visione magico-ermetica dell’armonia, espressa dalla concezione del monocordo di Robert Fludd, nel quale le sfere dei quattro elementi, dei pianeti e degli angeli sono disposte verticalmente sul monocordo, accordato dalla mano divina. Dio, dunque, è architetto e musicista supremo del creato.

Nell’era moderna degli inizi del Novecento, nell’ambito delle concezioni esoteriche elaborate dalla scuola antroposofica, l’esoterista Rudolf Steiner sosteneva l’esigenza di recuperare la capacità sovrasensibile, dei pitagorici e di epoche ancora più remote dell’umanità, di percepire la musica universale. Solo inconsciamente, durante il sonno, l’uomo riuscirebbe ad attingere dal mondo astrale e spirituale quell’armonia che gli consente di fornire un sostegno alla sua anima razionale, e ricomporne gli aspetti disarmonici.
Tale armonia celeste secondo Steiner, diffusa attraverso gli spazi cosmici per mezzo del cosiddetto «etere-chimico», ha effetto principalmente sul ritmo della respirazione.