Un’Italia, due colori: le nuove regole per il dopo Pasqua

Da oggi torna il sistema dei colori in base ai dati sulla diffusione del virus.

Sono in fascia rossa Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Puglia, Toscana e Valle d’Aosta.
Mentre, in zona arancione, ci sono Abruzzo, Basilicata, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Sardegna, Sicilia, Trentino-Alto Adige, Umbria e Veneto. Attualmente non è previsto il ritorno alla fascia gialla (forse si potrà dal 20 aprile). Invece, è previsto il passaggio in fascia bianca dove ci sono 50 contagi settimanali ogni 100 mila abitanti. Mentre dove ci sono 250 contagi settimanali ogni 100 mila abitanti scatta automatico il passaggio in fascia rossa.

Rimane prorogato il divieto di spostamento tra le regioni: si può uscire dalla propria – con l’autocertificazione – soltanto per motivi di lavoro, salute e urgenza. Lo spostamento tra regioni è consentito anche per assistere una persona sola non autosufficiente.

Resta in vigore fino al 30 aprile l’obbligo di quarantena per cinque giorni a chi torna da un Paese dell’Unione Europea, mentre per chi torna da un Paese fuori Ue deve rimanere in quarantena per 14 giorni.

Si può andare nelle seconde case anche fuori regione e anche se si trovano in zona rossa. Sono però previste alcune restrizioni per evitare gli assembramenti. Può andare nella seconda casa soltanto il nucleo convivente e soltanto se la casa è disabitata. Non si può andare nella seconda casa con amici e parenti.
Può andare nella seconda casa soltanto chi dimostra di averne avuto titolo (quindi ne è proprietario o affittuario) da una data antecedente al 14 gennaio 2021.

In fascia rossa torna il divieto di far visita ad amici e parenti. Invece, nelle regioni in fascia arancione, è consentito lo spostamento in ambito comunale verso una sola abitazione privata abitata, una volta al giorno e in un arco temporale compreso fra le 5 e le 22 nei limiti di due persone ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi, oltre ai minori di anni 14 e alle persone con disabilità o non autosufficienti.

Per quanto riguarda bar, ristoranti, cinema e teatri, ma anche parrucchieri e centri estetici in zona rossa e a seguire palestre e piscine, potrebbero ripartire se la curva epidemiologica sarà in discesa a partire dal 20 aprile. È questa la data fissata dal governo per analizzare l’andamento dei contagi da Covid-19 e decidere quali settori possono programmare le riaperture così come chiedono alcuni governatori e come incalza il governo il leader della Lega Matteo Salvini.

Per gli spettacoli in sala dovrà essere garantito il distanziamento, la mascherina sarà obbligatoria così come la sanificazione più volte al giorno, la prenotazione dei biglietti dovrà essere online in modo da evitare i pagamenti alla cassa e le file agli ingressi.
Per le visite nei luoghi della cultura bisognerà attenersi alle regole che impongono la presenza scaglionata nelle sale e agli ingressi, la prenotazione online, un tempo di permanenza limitata in ogni sala e un numero di dispenser del disinfettante in base alla capienza.

Non è al momento prevista la riapertura delle palestre e delle piscine né la ripartenza degli sport di contatto.
Non è al momento prevista la presenza del pubblico negli stadi, ma non è escluso — se i dati dei nuovi contagi fossero davvero bassi — di poter consentire la presenza di un massimo di 1.000 spettatori.
Non è al momento prevista la possibilità di far svolgere i concerti.

Da oggi, 6 aprile, scatta anche l’obbligo vaccinale per operatori sanitari e medici: chi non accetta verrà trasferito in un altro edificio perché impossibilitato a stare a contatto con altre persone. Nei casi più gravi si rischia anche la sospensione dello stipendio

Da mercoledì 7 aprile tornano in presenza anche in zona rossa gli alunni delle scuole dell’infanzia, primarie e del primo anno di frequenza della scuola secondaria di primo grado.
Nelle zone rosse gli alunni di seconda e terza media e delle superiori seguono le lezioni con didattica a distanza.
Nelle zone arancioni, invece, gli alunni di seconda e terza media seguono le lezioni in presenza. Per gli alunni delle superiori deve essere garantita l’attività didattica in presenza ad almeno il 50 per cento, e fino a un massimo del 75 per cento.