L’intelligenza artificiale vince il covid grazie al suono

Il Politecnico di Milano, in partnership con la società Capsula, ha sviluppato un totem che può aiutare il lavoro del personale sanitario per individuare la presenza del Covid-19 nei pazienti. Non è un medico, ma un semplice ausilio. Infatti, misura la temperatura, controlla la pressione e la saturazione nel sangue. Fa anche tutte le domande che farebbe un medico nel cosiddetto “questionario anamnestico”.

Questo dispositivo lo si può trovare all’ospedale San Matteo di Pavia per il pre-triage o in alcuni centri commerciali per misurare lo stile di vita degli utenti. Tra poco Capsula introdurrà una nuova funzione, sviluppata dalla società Neosperience, per riuscire a individuare possibili casi di covid partendo dalla voce dei pazienti e scoprire una possibile infezione da covid.

«Abbiamo inserito all’interno del totem un microfono. Attraverso degli esercizi guidati, cioè la pronuncia di alcune frasi, l’algoritmo analizza i suoni per individuare una possibile infezione da coronavirus», spiega Giuseppe Andreoni, founder di Capsula e professore del Politecnico Milano. I sistemi di intelligenza artificiale si basano però sulla raccolta dei dati. E per quanto riguarda la privacy? «In una prima fase – assicura Andreoni – l’utente non inserisce i dati identificativi, quindi vengono raccolti in forma anonima. Solo in un secondo momento si può scegliere se inserire i dati e questi poi vengono trattati nel rispetto della legge».

Alla fine di ogni “visita”, inoltre, il totem stampa una specie di scontrino con un codice Qr. Basta inquadrarlo per ottenere il pdf del report e accedere ad altri servizi. «Cerchiamo di trasporre la conoscenza scientifica in strumenti effettivi di prevenzione», conclude Andreoni: «Siamo diversi dalle app che si trovano in giro perché la salute richiede un approccio serio, affidabile e sincero».