Il vampirismo energetico: storie di vampiri moderni

Vi siete mai sentiti stanchi e completamente privi di energia dopo aver avuto un incontro o uno scambio verbale con qualcuno? Se vi è capitato, molto probabilmente, siete incappati in un vampiro energetico. È questo l’argomento che tratteremo, oggi, in compagnia di Monia Zanon (autrice del libro “Vampiri energetici: come liberarsi dai predatori di energia”). 

Qui non parleremo di esseri mitologici da film horror, ma di esseri umani capaci di rubare energia alle altre persone.

Monia Zanon è laureata in scienze del counseling ad indirizzo motivazionale e relazionale. Si occupa di formazione nel campo della relazione d’aiuto da oltre vent’anni, è direttrice didattica presso l’università popolare Human Project (www.humanproject.it). Opera nel settore olistico in affiancamento a ricercatori e medici nella medicina di frontiera e medicina quantistica, è anche naturopata e saggista.

Che cos’è il vampirismo energetico?

Occorre fare una premessa: noi non viviamo solamente di cibo ma soprattutto di energia, chiamata Ch’i nell’antica medicina tradizionale cinese e prana dagli antichi induisti. In quanto esseri umani, necessitiamo di moltissima energia ogni giorno, anche per eseguire le più piccole funzioni, senza di essa non sarebbe possibile la vita.

Quello che è importante specificare è la modalità con cui ogni individuo si procura questo “carburante energetico”. 

In una situazione normale noi siamo in grado di procurarci l’energia che ci occorre per vivere, in moltissimi modi, per esempio: 

  1. Sentendoci semplicemente gioiosi per la vita; 
  2. Capendo di avere uno scopo in questa esistenza; 
  3. Nutrendoci della bellezza che ci circonda (come l’arte o la musica). 

Tuttavia, più cresciamo meno riusciamo a scorgere tale bellezza. Spesso, le nostre personali credenze, strutturate dalle esperienze che viviamo, non sempre positive, possono, in qualche modo, inquinarci gli occhi. Con le lenti offuscate dalle nostre personali convinzioni non è facile vedere la bellezza o trovare qualcosa per cui sentirsi bene e provare piacere. Sono questi i casi in cui diventiamo vampiri di energia senza alcuna pietà, andando a depauperare, per sopravvivenza, familiari, amici o chiunque altro ci capiti a tiro. Il vampirismo energetico è una forma molto comune di procacciamento di energia, più o meno consapevole.

Quali sono le caratteristiche di un vampiro energetico?

Come counselor posso senz’altro affermare che, chiunque può diventare un vampiro energetico. Nessuno nasce cattivo, dividere il mondo in brave e cattive persone non è mai corretto, quando lo facciamo significa che siamo caduti nell’inganno della dualità. 

Facciamo degli esempi: Hitler era vegetariano, e amava infinitamente il suo cane; Mussolini ha dato la possibilità a milioni di bambini di studiare, indipendentemente dalle loro origini, strappando migliaia di cervelli da un destino di zappa e badile. Nessuno è totalmente malvagio, tutti siamo mossi dalle nostre apparenti buone intenzioni anche quando, nel concreto, si tratta di cattive intenzioni. 

Quindi, potremmo dire che, chiunque non sia in grado di produrre energia per il proprio fabbisogno, diventa un vampiro. 

Il meccanismo è immediato: 

  1. Ho fame; 
  2. Trovo qualcuno con molta energia; 
  3. Lo attacco per qualche motivo (anche vano); 
  4. La vittima si apre in difensiva: il pasto è pronto. 

Facile, veloce, gratis!

Come possiamo capire se stiamo subendo un attacco da parte di un vampiro energetico?

Sulla base di quello che ci siamo detti fin qui, avrete sicuramente capito che i vampiri moderni non succhiano il sangue, non possiedono denti acuminati, sguardo famelico o ali da pipistrello, anzi, vestono abiti normalissimi. Molti di loro mettono tutt’altro che paura, hanno persino un gradevole aspetto, si nascondono dietro sorrisi e voci suadenti. Potrebbero avere il volto di nostra madre, di nostro padre, dei nostri figli, di amici, compagni, mariti, mogli, insegnanti, vicini di casa, collaboratori, datori di lavoro, dipendenti…

Anche se facciamo fatica a definirli detestabili o ad identificarli come soggetti da cui è necessario proteggersi, si tratta di potenziali predatori che, mettendo in atto la “caccia grossa” (più o meno consapevolmente), lasciano il mal capitato spossato, stanco, svuotato, con possibili sensazioni di rabbia, nausea, pancia gonfia o mal di testa. Questi sono i segnali che possono farci capire che stiamo subendo un attacco da parte di un vampiro energetico.

Ci può fare degli esempi di vampirismo energetico?

Immaginatevi questa situazione: una donna arriva a casa stanca, stremata dal lavoro, tesa per tutte le situazioni, dinamiche o problemi che ha dovuto risolvere durante la giornata. Sa che, nonostante la stanchezza, dovrà occuparsi della casa e dei figli. Che cosa accade a questo punto? La donna, in deficit totale di energia, passa da madre e moglie amorevole alla messa in atto del “programma predatore”: lancia un’occhiata al figlio che fa cadere la forchetta unta d’olio sul parquet, e attraverso lo sguardo, crea il terreno per l’agguato; il piccolo tenta qualche scusa che giustifichi l’inconveniente, ma questo fa arrabbiare ancora di più la madre in versione predatrice che, aprendo le sue fauci, dichiara quanto sia stanca di lavorare, tornare a casa a pulire e a fare da serva a tutti.
Questo crea nel figlio sensi di colpa che per il vampiro sono un’esca sublime che gli garantirà cibo a mani basse. Il figlio, piagnucolando, è già in fase “drenaggio energetico” a favore del vampiro che se ne sta nutrendo. Il tutto ad insaputa del ragazzo che con la giugulare perfettamente intatta, quasi, non si è accorto di niente. Un vampirismo praticamente indolore! Dopo il pasto la madre rinsavisce perché il livello energetico è salito. Si sente di nuovo bene, torna ad essere la mamma amorevole che si prende cura della prole. È dispiaciuta per la modalità con cui ha assalito (letteralmente) il figlio e, con atteggiamento bonario, cerca nuovamente di soddisfare i suoi bisogni, accudendolo e cambiando discorso. Tutto è compiuto. La caccia selvaggia si è conclusa. Il figlio si sente avvilito, con una strana sensazione di vuoto nello stomaco. Non ne conosce la motivazione, si sente soltanto triste.

Come possiamo fare per capire se siamo noi i vampiri energetici?

Quando siamo stanchi e parlando con qualcuno ci sentiamo improvvisamente meglio,  mentre l’altro individuo inizia ad essere esanime beh, questo è un buon segnale! 

Qual’è il meccanismo inconscio che porta il vampiro energetico a mettere in atto il “programma predatore” di cui ci parlavi? 

Fondamentalmente il bisogno di sentirsi amato. 

Vi faccio un esempio attuale: Anna non si ama. È bella, molto bella, e lo sa, ma non se lo dice. È seduttiva. I suoi occhi sono grandi, ancor più grandi usando i filtri delle app sui social. Ogni giorno si nutre dei like che la gente mette sulle sue foto ammiccanti. Cattura molte persone che le esprimono approvazione, amore, ammirazione. Ma ciò a lei non basta. Perché non si ama. Non le basterà mai, perché tutto quell’amore viene da fuori, non da dentro di sé. Così, mostra la sua vita, fatta di sorrisi, con i suoi occhi grandi e parti del corpo scoperte, come esche per pesci. Non le basta mai! Seduce e abbandona. Seduce per capire se ne è in grado. Quante vittime potrà fare uno sguardo? Poi abbandona perché non era interessata alla persona, ma a ciò che poteva suscitare in lei. È quasi una sfida: quanti like, quante persone stavolta catturerò? Io che non mi amo, quanta gente troverò disposta a farlo per me? Anna passa da offrirsi alla mercé per farsi umiliare ad elevarsi sopra gli altri, che non capiscono: “non mi accettano, io che sono diversa…”. Mostra un corpo che a tratti crede di amare, e a tratti detesta: “Quel collo del piede, quel grasso sulla pancia: che schifo! Questo naso poi! Orrenda caratteristica di famiglia”. Anna si è allontanata dalla terra natia per le stesse ragioni per cui vorrebbe andarsene da dove sta. Non sa che la tormenta la si porta dentro, come cibo indigesto. Anna crede di essere guarita e insegna a vivere agli altri, impartendo lezioni su come fare: ha parole per tutti e fioccano i like, i commenti in privato. Così si nutre. Come un vampiro che detesta il giorno, perché alla luce si vede tutto. Si vede meglio. I social sono la tenda spessa dietro cui può nascondersi. Può inventare chi vorrebbe essere: il suo alter ego. Storia di un vampiro moderno. Anna, come tanti, impersonifica il male odierno: il non amore, poiché l’amarsi è confuso con l’egoismo: “Mi godo la vita, quindi mi amo. Mi curo, quindi mi amo. Faccio una dieta: mi amo!”.Tutti potremmo essere Anna. 

In questo particolare momento storico siamo obbligati a passare più tempo in casa, come possiamo fare, a difenderci e a schermarci, se i vampiri energetici si trovano all’interno delle mura domestiche?

In effetti nelle sessioni individuali questo è un argomento cult: molti clienti lamentano dinamiche di vampirismi energetici all’interno delle mura domestiche. 

Ti risponderò con un esempio: un uomo finisce di lavorare. La giornata non è stata delle migliori. Tutto troppo: lavoro, stress, problemi. Una di quelle giornate dove le ore sembrano troppo corte per finire ciò che si ha da fare, o troppo lunghe, senza fine, prima di uno stop. Egli sa che l’indomani dovrà correre per recuperare tutto ciò che oggi non è riuscito a fare. Non può parlare con nessuno dei suoi problemi, perché si sa, l’uomo parla di ciò che lo ha afflitto solo quando ha pronta la soluzione. A cena, la sera, si aspetta che la propria compagna lo comprenda. Non che gli trovi soluzioni, per carità! Questo lo farebbe sentire inutile, incapace, poco meritevole di amore e stima. Quando la propria compagna prova a incanalare un discorso lenitivo, perché nota che ce ne sarebbe bisogno, scatta “il predatore”: gli occhi dell’uomo si iniettano di sangue, si ingrossano le vene delle tempie. La povera preda tenta l’intentabile per riequilibrare la situazione facendo peggio, come quando si cerca di recuperare la marmellata caduta dal vasetto sulla tovaglia…Il vampiro nel frattempo ha già lanciato la sua rete energetica con la strategia dell’umiliazione: “Sei sempre la solita esagerata! Potevi evitare di dire queste cose oggi! Vedi il mio stato di stanchezza a che livelli è?! Cosa ti costava stare zitta? Così non si può proprio andare avanti…”. Lei si apre in reazione, cerca inutilmente di spiegarsi, è dispiaciuta per non riuscire a farsi capire, senza sapere che il marito non ha alcuna intenzione di ascoltarla, e che il tutto è inconsciamente architettato per nutrirsi della sua energia. È indebolita e arrabbiata: tutti ingredienti perfetti per il banchetto dell’uomo che, nel frattempo, ha già completato la carica della sua batteria interna energetica. Subito dopo l’uomo si sentirà incompreso, tuttavia, dispiaciuto per l’ennesima litigata quindi cercherà di rimediare come può. Ora sazio, pieno di energia e più lucido sarà in grado di ragionare diversamente. La donna si sentirà annientata e scarica. Di nuovo arriva quella sensazione nella bocca dello stomaco che altre volte gli è capitato di provare…senza comprenderne l’origine appieno. La stessa che sentiva quando era suo padre a picchiarla perché non soddisfava le aspettative genitoriali. Capirete, perciò, che risulterà impossibile schermarsi. Quando parte il vampiro la migliore delle difese è scappare: andarsene con una scusa in modo gentile, o come faccio io dire: “Io ti amo. Prenditela con il mondo se vuoi, tuttavia evita di prendetela con me che ti amo!”.