Il Covid ha fatto crollare di oltre il 63% il monte utili di Piazza Affari. A dirlo è il Sole 24Ore che analizza la situazione economica italiana, dopo tutti i provvedimenti presi negli ultimi 12 mesi dal governo Conte.
Se si sommano i dati sul 2020 alle stime degli analisti si arriva a 12,8 miliardi di euro di profitti aggregati. Quasi un terzo rispetto ai 35 miliardi messi a segno nel 2019. Il dato 2020 è il peggiore dal 2016 e sconta inevitabilmente il fattore pandemia che ha colpito soprattutto i comparti più ciclici.
Atlantia risente del crollo del traffico autostradale, soprattutto durante il primo lockdown, e che dovrebbe chiudere con oltre 650 milioni di perdita. C’è poi tutto il capitolo banche. Il settore in Borsa è stato tra i più colpiti con la pandemia. Il mercato ha scontato una nuova ondata di crediti deteriorati nei bilanci degli istituti. Un’ondata che ancora non si è concretizzata a dir la verità. Eppure gli istituti, in ottemperanza a quanto chiesto dalla Vigilanza, anche quest’anno hanno fatto abbondanti svalutazioni sui crediti deteriorati riducendone di circa il 40% lo stock. In particolare UniCredit, che ha chiuso il bilancio con una perdita da 2,8 miliardi di euro per effetto delle rettifiche sui crediti per un valore di 5 miliardi di euro.
Nonostante il recente exploit correlato all’arrivo di Mario Draghi a Palazzo Chigi le banche italiane sono ancora sotto del 18% rispetto ai livelli pre-Covid. Numeri che fotografano chiaramente i timori sugli effetti collaterali che potrebbero esserci sui patrimoni degli istituti una volta che i ristori e gli aiuti erogati durante la pandemia dovessero essere ritirati.
Decisive saranno la partita vaccini e quella dei fondi europei. Ed è per questo che l’attenzione è tutta concentrata sul Recovery Fund. È in questa direzione che guarda il mercato oggi e le stime degli analisti indicano già per quest’anno un ritorno dei profitti ai livelli pre-Covid con un monte-utili stimato intorno ai 38 miliardi di euro.










