Oggi sarà compiuto l’ultimo passo. Il Pnrr italiano, insieme a quello dei Paesi che hanno già ricevuto l’investitura della Commissione, riceverà il via libera definitivo dall’Ecofin (il consiglio dei ministri economici). Quasi 25 miliardi arriveranno nelle casse del Tesoro tra fine luglio e i primi di agosto. Si tratta ovviamente della prima tappa di un percorso che si concluderà nel 2026. Periodicamente la Commissione effettuerà la verifica dello stato di avanzamento degli impegni assunti nel NextGenerationEu. A fine anno sarà valutato, ad esempio, lo stato dei lavori sulla riforma della Giustizia e del Fisco. La partenza, comunque, è stata una “promozione”.

Gli economisti concordano: è difficile quantificare gli effetti sul Pil della vittoria dell’Italia nell’Euro 2020 ma questo impatto c’è e sarà forte. «Alcuni studi hanno ipotizzato che una vittoria al Mondiale possa provocare uno stimolo alla crescita del Pil del Paese vincitore nell’ordine di un aumento dell’1-2% della ricchezza nazionale. È ragionevole immaginare che vincere una competizione europea possa provocare una crescita compresa tra lo 0,6 e lo 0,7%»

In un Paese ferito dal Covid, e da quindici anni di stasi economica, gli Azzurri rappresentano una scintilla di futuro. «La vittoria dell’Italia fa eco ad una rinascita più forte» titola il New York Times. È quello che sperano tutti, a cominciare dal Capo dello Stato.  La vittoria all’Europeo è una dose supplementare di vaccino contro la pandemia, perché ha un effetto di massa che genera ottimismo, ha un valore economico e sociale.

M5S, pace tra Conte e Grillo

E intanto nel giornata dedicata alla vittoria della nazionale è arrivata, anche se giustamente un po’ in sordina, la notizia della pace tra Conte e Grillo. Colpisce soprattutto che l’armistizio sia stato firmato dopo che sembravano a un passo dalla scissione, cioè dopo il via libera dei ministri 5 Stelle alla riforma della giustizia della Cartabia apertamente respinta da Conte. E invece, nonostante la delusione dell’ex premier per il compromesso trovato tra Draghi, Di Maio e Patuanelli, si è arrivati a un’intesa su quali saranno i meccanismi decisionali dentro al Movimento.

A Grillo resta un ruolo di garanzia ma comunque con il “potere” di vigilare sui valori e di espellere chiunque dovesse violarli mentre Conte diventa il titolare della linea politica. I dettagli si vedranno man mano ma non è la scrittura formale di una gerarchia a essere già una prova di leadership. Sarà innanzitutto in Parlamento, nella gestione dei gruppi e nelle dinamiche tra l’ex premier e i ministri grillini che si capirà l’effettiva linea di comando.

Coronavirus, i contagi in Europa

In Italia aumentano i contagi e ora si dovrà osservare con attenzione in che direzione andrà la curva nei prossimi giorni, dopo i festeggiamenti nelle piazze. Si stima che comunque a fine luglio i contagi saliranno esponenzialmente. Intanto in Europa si continua a fare muro con il virus: «Siamo la nazione della scienza, di Louis Pasteur, dell’illuminismo. Se la scienza ci offre un’arma come la vaccinazione, dobbiamo usarla il più possibile», dice il presidente Emmanuel Macron un istante prima di annunciare la vaccinazione obbligatoria entro il 15 settembre per chiunque sia a contatto con persone fragili: medici e infermieri negli ospedali ma anche operatori nelle case di cura.

«Vi aspettano nove milioni di dosi già pronte: francesi, fatevi vaccinare», dice Macron, in un appello solenne alla «mobilitazione estiva» per fermare il dilagare della variante Delta ed evitare che gli ospedali vengano sommersi dal nuovi contagi. «Faremo portare il peso di nuove restrizioni a chi non è vaccinato», dice Macron.

Anche nel Regno Unito si parla di prudenza. Boris Johnson ha annunciato in via definitiva l’eliminazione di tutte le restrizioni imposte a causa del Covid, ma con un tono di grande cautela e senza trionfalismi. Obbligo no, raccomandazione sì. Di fatto però a Londra il 19 luglio, una sorta di “Free Day”, si riaprirà tutto e si prevede un boost economico importante.

Decreto Semplificazioni e Pensioni

Il governo fa muro sul Superbonus. Sia pure a un livello ancora informale, il Mef ha fatto già sapere che saranno respinte dal governo tutte le proposte di estensione del 110%, in quanto onerose. Tutti gli emendamenti che hanno bisogno di copertura non troveranno spazio in questo decreto. Al tempo stesso, i ministeri impegnati nell’esame del Dl 77 hanno risposto con una serie di No alle proposte di modifica o integrazione alla procedura semplificata del Superbonus prevista dall’articolo 33. Anche qui, potrebbero sopravvivere soltanto due o tre modifiche di peso minore.

Nel frattempo il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, ha presentato alla Camera il Rapporto annuale dell’Istituto. Dopo la pandemia bisogna rimettere a posto il mercato del lavoro, ridurre le diseguaglianze e impostare una riforma delle pensioni sostenibile ed equa. Questo il senso della sua relazione. Tridico ha esaminato tre ipotesi di riforma. La prima è quella del pensionamento anticipato con 41 anni di contributi, a prescindere dall’età. La seconda è quella del calcolo contributivo con 64 anni di età e 36 di contributi. La terza è quella messa a punto dallo stesso Tridico: anticipo della sola quota contributiva della pensione a 63 anni, rimanendo ferma a 67 la quota retributiva.