Gallimard pubblica in Francia le origini della Recherche di Proust

À la recherche du temps perdu (“Alla ricerca del tempo perduto”) di Marcel Proust è un opera letteraria importantissima. Ieri, in Francia, l’editore Gallimard ha pubblicato i 75 Feuillets et autres manuscrits inédits, dei manoscritti rimasti nascosti da circa 70 anni dall’editore Bernard de Fallois e rinvenuti dopo la sua morte nel 2018. Tali scritti vengono presentati come le origini – o, addirittura, la “genesi” – della Recherche e furono scritti quando il grande romanziere parigino aveva 38 anni.

«È un po’ come quando cerchi la fonte del Nilo o della Senna, ti commuovi per quel ruscelletto che scorre sotto una roccia e dal quale sfocerà qualcosa di assolutamente diverso ed immenso», dice Jean-Yves Tadié, lo scrittore francese tra i massimi esperti mondiali dell’opera di Proust, commosso per quella che non esita a paragonare ad una grande scoperta archeologica. Tadié ha scritto la prefazione dell’opera e per lui ciò che caratterizza questi quaderni è il carattere autobiografico. «Si tratta quasi di memorie, di ricordi d’infanzia, dice lo studioso. Sono la nonna, la zia, con i loro nomi veri, per esempio, la mamma si chiama Jeanne, come Jeanne Proust. Questo carattere biografico latente (della Recherche), ovviamente, lo si poteva sospettare, ma qui emerge in modo evidente».

«Il volume appena pubblicato – spiega Tadié – è proprio la “prima tappa”, “il primo getto” della Recherche. Tra l’altro, dal volume si scopre come Proust, a partire da un odore di pane grigliato, abbia inventato la celebre “Madeleine”, il punto centrale intorno al quale si organizza la costruzione dei sette volumi della sua “cattedrale” letteraria».
La storia dei quaderni perduti e ritrovati, di cui si conosceva l’esistenza dal 1954 ma senza sapere dove si trovassero esattamente, rappresenta a sua volta una vicenda straordinaria. Per Tadié come «quando cerchi l’origine di una chiesa, o sotto la cripta, scopri le fondamenta di un monumento merovingio».