Riportiamo di seguito la lettera ricevuta dal comitato flat tax Pavia e Piacenza a firma di Mariagrazia Vercesi e Claudio Massari.

Ci occupiamo di economia, di tasse e di tutti i temi del momento. Siamo certi dell’esigenza di una rivoluzione fiscale, siamo consapevoli che la battaglia sarà ardua, sappiamo che dovremo discutere ad armi impari con tutto il circo mediatico che, senza aver letto una riga del provvedimento presentato dal nostro Sen.Armando Siri per la Lega, ci accusa di voler difendere i ricchi a discapito dei più poveri. Peccato che, dati alla mano, i ricchi sono sempre meno ed i poveri in aumento. Tant’è che i “ricchi”, coloro che hanno potuto, se ne sono andati, hanno delocalizzato le loro imprese e i patrimoni, creando prosperità in quei paesi, molti dei quali con una tassazione simile alla nostra proposta di Flat tax.

flat tax

Dalla tabella sopra riportata si evince che i pochi “ricchi”, se così si possono definire, sono una minima percentuale di tutti i contribuenti ma su tutti loro grava il costo economico del mantenimento della macchina statale, anche per coloro che in Italia non ci sono più.

Del resto, come diceva Montanelli “la sinistra ama talmente i poveri che quando va al potere li aumenta di numero”!

Spesa pubblica, appunto, che uno stato “normale”, non castrato monetariamente, avrebbe la possibilità di effettuare semplicemente emettendo titoli di Stato, quindi creando la possibilità di risparmio privato ed utilizzando la leva fiscale esclusivamente per drenare liquidità così da contenere l’aumento dell’inflazione.

Tutto questo preambolo per dire che siamo rimasti inorriditi ascoltando la trasmissione “Di Martedì” su La7, in cui un fazioso Floris, proponeva in bella vista una slide sul tema evasione.

Che dire, niente di strano. Tutti ci vogliono far credere che gli italiani sono gli evasori per antonomasia, lasciamo perdere il fatto che le aliquote fiscali sono tra le più alte al mondo, nascondiamo che spesso si è costretti a trovare soluzioni “alternative” – non lecite -, che però permettono di mantenere una sorta di stabilità familiare.

Il nostro motto non è “pagare tutti per pagare meno” ma, cambiando pardigma, PAGARE MENO PER PAGARE TUTTI.

Ritornando al cartellone del “buon” Floris:

evasione la7

Si legge: “Ogni 100 pasti in rianimazione, 12 sono rubati dagli evasori –  Ogni  100 litri di ossigeno, 12 sono rubati dagli evasori –  Al picco con  4000 posti in rianimazione, 480 erano occupati da chi non li aveva pagati”.

Dovremo ricordare ai giornalisti di La7 che il loro compito è di divulgare le informazioni basate su evidenze economiche e statistiche senza arrivare a conclusioni che servono solo a distorcere la realtà.

Come detto prima, la diminuzione dei posti letto, come quella dell’ossigeno e delle strutture sanitarie, sono figlie di una scellerata condotta politica economica europea di austerità, non certo da mancato introito fiscale.

Lo stesso, statisticamente, non può certo essere certo parametrato in modo sommario e tendenzioso. E’ risaputo, infatti, che la maggior parte del gettito evaso ed eluso non è attribuibile ai semplici cittadini ma bensì a multinazionali e società di persone o capitali che, con artifizi finanziari, spesso addirittura “legali”, nascondono immense fortune al fisco. Gli stessi non saranno sicuramente quelli che avranno bisogno di occupare i pochi posti letto disponibili. Essi sapranno farsi curare nelle più famose strutture sanitarie dall’alto dei loro paradisi fiscali.

Prendendo ora in considerazione il valore del sommerso, lo stesso è composto per una gran parte di crediti ormai inesigibili, gli stessi crediti vanno a comporre il bilancio dello Stato rendendolo palesemente falso.

A tal proposito l’altra proposta del nostro Senatore Siri, la “Pace fiscale”, sarebbe a nostro avviso la soluzione che permetterebbe di sistemare il bilancio, recuperare vere risorse da immettere in economia e liberare dal cappio al collo di Agenzia delle entrate, migliaia di persone ed aziende che potrebbero tornare a fatturare, produrre reddito e pagare le tasse.

Ora che quasi tutti abbiamo capito che nessuno dovrà scavare una miniera per trovare i soldi, ma basta la volontà politica (soprattutto in questa fase, di assenza di vincoli europei e di acquisti della Banca Centrale Europea dei nostri titoli di Stato), per spenderli.

E’ giunto il momento, con coraggio, di prendere in mano le redini e guidare la crescita, che è l’unica medicina per curare la malattia del debito pubblico.