Avrebbe rifiutato di indossare la mascherina a scuola, un istituto scolastico di Fano, esprimendo il suo personale dissenso nei confronti dell’utilizzo della mascherina. Un ragazzo, appena diciottenne, è stato così sottoposto mercoledì 5 maggio a TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio) su indicazione del sindaco di Fano, Massimo Seri.
Nel corso della protesta, durante la quale il ragazzo si sarebbe incatenato al banco, sono accorsi sul posto i sanitari del 118 e una pattuglia della Polizia Municipale del Comune di Fano i quali, dopo aver fatto evacuare la classe, insieme alla preside dell’istituto e ad alcuni professori, l’hanno convinto ad uscire dall’aula salvo poi accompagnarlo al pronto soccorso dell’ospedale Muraglia di Pesaro. Secondo i medici, il ragazzo presenterebbe un “disturbo delirante”.
Il fatto ha subito destato l’interesse di alcuni rappresentanti delle istituzioni e, nella giornata di ieri, si è recato sul posto il Senatore leghista Armando Siri, insieme all’assessore regionale alla Sanità Filippo Saltamartini.
Siri ha avuto un incontro con la dirigente del reparto di psichiatria dell’ospedale chiedendo conto della vicenda e successivamente ha avuto un colloquio riservato anche con lo stesso giovane. Nella diretta sulla sua pagina Facebook Siri ha affermato che “si tratta di un ragazzino mite e sensibile, nulla a che vedere con il pericoloso naziskin che alcuni giornali avevano descritto”. “I sanitari – ha aggiunto il senatore – riferiscono che il giovane non sta assumendo psicofarmaci”. Ha poi specificato di aver parlato anche con alcuni amici dello studente che erano andati a trovarlo, i quali l’hanno descritto come una persona introversa e sensibile alle ingiustizie, pronto ad aiutare i coetanei in difficoltà, come si può facilmente evincere dal suo personale impegno come fuochista dei boy-scout.
“L’aspetto più sconcertante della vicenda – riporta Siri – è la sproporzione del provvedimento. È inaccettabile – aggiunge – che si proceda con un TSO nei confronti di un ragazzo che manifesta il proprio dissenso senza avere alcun tipo di comportamento violento o lesivo nei confronti di se stesso o degli altri, quando invece vi sono esempi di studenti che insultano e picchiano i docenti e che rimangono molto spesso impuniti”.










