Su iniziativa del Senatore Armando Siri si è svolto oggi in Senato il confronto sull’opportunità di somministrare i vaccini anti-covid ai bambini. Il dibattito su scala nazionale ed internazionale è ampio, complesso e richiede una riflessione approfondita circa l’opportunità di mantenere un atteggiamento conservativo e prudenziale alla luce dei dati statistici e delle evidenze, che sono comunque in continua evoluzione.
A fronte delle posizioni positive nei confronti della vaccinazione su bambini e adolescenti avanzate da una parte della comunità scientifica per raggiungere quanto prima l’immunità di gregge e contenere la diffusione del virus come rappresentato da Rocco Russo, medico pediatra e coordinatore del tavolo tecnico vaccinazioni per la Società Italiana di Pediatria, c’è invece, di contro, una parte di sanitari ed esperti che nutre dubbi e riserve, oggi chiaramente espresse da autorevoli voci del mondo scientifico e accademico come Eduardo Missoni, docente dell’Università Bocconi di Milano o dal fondatore e presidente dell’Istituto “Mario Negri”, Silvio Garattini.
E ancora, forti critiche sono state avanzate da Giovanni Fajese, docente dell’Università di Roma “Foro Italico”, da Alessandro Capucci, già ordinario di malattie dell’apparato cardiovascolare presso l’Università Politecnica delle Marche, Maurizio Matteoli, medico specialista in pediatria e da Maurizio Rainisio, matematico esperto in statistica medica.
Le questioni sul tavolo sono diverse: di ordine medico, etico e precauzionale e implicano una valutazione del rapporto rischi-benefici che, al momento, non è scientificamente riscontrabile in favore di questi ultimi.
Diverse sono le perplessità che derivano dall’analisi dei dati al momento a disposizione. Tra queste, la velocità con cui sono stati approvati i vaccini “nuovi” sia mRNA che DNA, il salto o l’accelerazione degli step di verifica, i numeri troppo bassi per valutare la sicurezza del farmaco dello studio di Pfizer, l’incertezza dei rischi attribuibili al vaccino e l’assenza di benefici diretti o indiretti nella vaccinazione dei bambini. Sembra poi che la proteina spike crei danni anche al sistema cardiocircolatorio, attraverso la formazione di trombi e risulti accumularsi in quantità significative nelle ovaie.
E ancora. L’Ema non ha linea guida per i vaccini mRNA, il vaccino non può dirsi efficace al 100% perché la riduzione del rischio assoluta è dello 0,84%. Oltre a ciò non ci sono studi di sicurezza per verificare l’interazione farmacodinamica con il covid, con la genotossicità o la carcinogenicità.
E’ accertato come i rischi del covid siano chiari per le persone anziane e vulnerabili o per le persone fragili, ma non si può sostenere la teoria dell’immunità di gregge in una società globalizzata, prescindendo dal contesto in cui ci troviamo perché la persona contagiata, anche se vaccinata, può comunque trasmettere il virus. Non dimentichiamo poi che la mortalità per Covid fino ai 70 anni di età è quasi irrilevante sia nei maschi che nelle femmine.
Ciò che emerge, anche tra chi è favorevole alla vaccinazione sui bambini come Alberto Ferrando, presidente dell’Associazione Pediatri della Liguria, è la necessità di aprire un tavolo di confronto con tutta la comunità scientifica per analizzare i dati e le numerosissime pubblicazioni al fine di rendere più chiara, soprattutto a livello ministeriale, la regia e la comunicazione delle linee guida sul tema a tutto il personale sanitario e per favorire la formazione continua degli addetti ai lavori.
“E’ necessario dunque – come suggerisce Missoni dell’Università Bocconi – completare la sperimentazione prima di prendere decisioni, rispettare il principio di precauzione, non autorizzare l’uso di emergenza dei vaccini e promuovere la sorveglianza attiva.”
Armando Siri, che fin dall’inizio della pandemia ha sempre promosso iniziative di confronto scientifico di alto livello per approfondire di volta in volta gli argomenti che emergevano dal dibattito pubblico – vedi la battaglia per l’utilizzo dell’idrossiclorochina in fase precoce dei sintomi, l’introduzione dei protocolli di cura domiciliare per evitare l’intasarsi dei pronto soccorso, la riapertura delle scuole perché non ritenuti luoghi di diffusione del contagio, l’interessamento della vicenda del ragazzo di Fano ricoverato con Tso perché non voleva indossare la mascherina – ha rimarcato anche in questa occasione come “sul tema dei vaccini occorre garantire la sicurezza di tutti, con uno sguardo ancora più attento verso i soggetti fragili che corrono maggiori rischi e i bambini. L’intento di questo evento è aprire un confronto tra esperti come medici, scienziati e ricercatori che sia scevro da pregiudizi, ma approfondisca il tema della vaccinazione ai bambini corroborato da analisi e dati. Perché la politica possa fare scelte con cognizione è necessario ascoltare la scienza che ha la responsabilità di fare chiarezza raccogliendo informazioni ed elementi il più possibile oggettivi. Non si può essere aprioristici su certi temi, occorre saper ragionare e permettere alla politica di prendere decisioni garantendo la sicurezza dei cittadini”.













