Creare la nostalgia della sala cinematografica e una task force di tutti gli attori del mondo del Cinema che trasformino le riaperture delle sale in veri e propri eventi. Sono le proposte avanzate dal regista Pupi Avati intervenuto al webinar dell’Anac “La sala: il sale del Cinema”. “E’ importante creare qualcosa che produca la nostalgia della sala cinematografica, attraverso un’idea banalissima, ma efficace – dice – potremmo raccontare cosa accade quando un gruppo di amici va al cinema. Cosa succede quando 4 o 5 persone decidono di andare a vedere un film e come questo film rimane fra loro anche dopo quando vanno a mangiare una pizza”. “Bisognerebbe spiegare – aggiunge Avati – quant’è diverso vedere un film assieme agli altri e quanto è importante farlo diventare oggetto della propria riflessione. Questa è una cosa che va fatta subito, adesso”.
“Nel momento in cui si riaprirà – continua Avati – sarà fondamentale fare in modo che tutti gli attori, registi e sceneggiatori del cinema italiano siano coinvolti e trasformino le riaperture delle sale in eventi. E’ un’operazione che richiede un’enorme sacrificio, ma è assolutamente funzionale. E’ una responsabilità che noi autori dobbiamo assumerci, non possiamo assolutamente abbandonare gli esercenti che in questo momento hanno bisogno di essere accompagnati”.
Il regista si è detto preoccupato per il futuro del cinema: “In questi ultimi tempi ho visto le sale cinematografiche svanire, svaporare non essere più centrali ed essenziali”. “L’incubo peggiore di molte delle mie notti è che la sala cinematografica possa diventare qualcosa di anacronistico, che il Cinema possa diventare un sito archeologico in cui una guida, fra qualche anno, accompagnerà i turisti mostrando le casse, le macchine dei popcorn, le platee, le poltroncine, lo schermo e dirà ‘e’ qui che una volta si vedevano i film'”.
Al webinar è intervenuto anche l’attore Carlo Verdone: “Quello dei giovanissimi – ha detto – è un pubblico, non dico perso, ma lo è abbastanza. I ragazzini di oggi vanno a vedere i film con gli effetti speciali della Marvel, è un pubblico che va educato e portato a una riflessione, discussione e partire già dalla scuola è importante”. “Il Cinema – ha continuato – dovrebbe essere una materia da studiare nelle scuole superiori, la storia del cinema è importante. Questo educherebbe il pubblico più giovane ad amare a saper fare una critica a saperci ragionare sopra, a creare dibattito, aggregazione e condivisione con gli altri”.
“Sono preoccupato per gli esercenti che non ce la fanno più, c’è gente che sta resistendo in una maniera incredibile, ma i mesi passano e i ristori li aiutano fino a un certo punto“. “Il mio film è fermo da un anno, lo avevo già fatto vedere in 12 città, in presenza mia e dei miei attori. Siamo partiti dal Nord a Sud, poi la pandemia ci ha bloccato a Roma. Con il produttore e la distribuzione – racconta – ci siamo detti ‘Resistiamo per la sala, il film deve uscire al cinema’. Da parte nostra significa rispetto verso gli esercenti, amore per la sala, ma soprattutto amore per il cinema. Noi ce la stiamo mettendo tutta”.










