Censurato il profilo Twitter di “Libero”. Senaldi: “Oggetto di attacco politico”. Solidarietà da Salvini

Attenzione: questo account è temporaneamente limitato“. È la scritta che appare se si prova a fare l’ingresso sul profilo Twitter di  “Libero Quotidiano”. Il social network poi prova a spiegare: “L’avviso qui presente ti viene mostrato poiché l’account in questione ha eseguito delle attività sospette. Vuoi davvero proseguire?”.

Il blocco dell’account del quotidiano di destra arriva a poche ore dalla chiusura dell’account Twitter del Presidente Usa Donald Trump, che ha suscitato indignazione in tutto il mondo per il presunto eccesso di potere delle Big Tech nelle democrazie.

Immediato il commento del direttore editoriale di Libero, Vittorio Feltri, che ha detto: “Non me ne frega un caz… Noi siamo come Trump, va bene. Io ritengo che Twitter sia guidato da una banda di poveri ignoranti che non capiscono le parole, penso possano avere interpretato male alcuni interventi. Mi fa anche piacere sottolineare la loro ignoranza. Sono cose incredibili“. Parlando all’Adnkronos, Feltri ha aggiunto: “Ma penso anche che Twitter abbia tutto il diritto di censurare, è un privato e i privati fanno quello che vogliono. C’è una ignoranza dominante e una stupidità senza freni che comanda. Libero come Trump!”.

I social – scrive il direttore di Libero Pietro Senaldi in un editoriale che verrà pubblicato domani mattina 12 gennaio – pensano di rappresentare il mondo ma ne riflettono solo la parte più becera. Al momento non sappiamo il motivo del bando a cui siamo stati sottoposti – sottolinea Senaldi – e che in un certo senso accomuna la nostra sorte a quella di Donald Trump, espulso dal social giorni fa e sulla cui cacciata si è aperto un dibattito internazionale sui limiti che Twitter sta imponendo alla libertà di espressione e alla democrazia. Ci auguriamo che la censura di cui siamo vittime sia figlia di un errore tecnico o di mera ignoranza, o addirittura che sia il frutto di un tentativo di hackeraggio del nostro profilo twitter e non abbia invece natura politica. Purtroppo al momento in cui scriviamo non siamo in grado di appurarlo – afferma ancora il direttore di Libero – visto che i social americani sono delle identità spersonalizzate, dove non si capisce mai chi ha le responsabilità delle scelte, anche le più liberticide”.

“Pur non essendo dediti ad attività sospette e anzi avendo la sola colpa di fare tutto alla luce del sole, non ci sentiamo di escludere di essere oggetto di un attacco politico – rileva ancora – anche semplicemente per aver detto che Trump, pur avendo rotto le scatole, ha governato bene e non andava cacciato dai social, o per chissà quale altra cosa possiamo aver scritto che non garba ai nuovi padroni dell’informazione globale, che tendono a togliere la parola a chiunque non si adegui al loro pensiero. Così facendo, anziché allargare la loro comunità e veicolare le loro opinioni, i re dei social si chiuderanno in una autoreferenziale torre d’avorio. Viva la stampa e la carta stampata, che in democrazia ancora non subisce censure, fatto salvo per qualche tentativo dell’Ordine dei giornalisti, e dove soprattutto chi scrive e prende le decisioni ha il coraggio di metterci la firma”.

Il leader della Lega Matteo Salvini ha subito twittato: “Solidarietà a Libero, contro ogni tipo di censura”.