In Italia la salute mentale non è più un tema marginale, né un problema confinato a pochi. È una condizione diffusa, trasversale, che riguarda famiglie, giovani e adulti.
L’indagine Censis mostra come il disagio psicologico sia ormai comune e come cresca la convinzione che il benessere della persona non possa prescindere dall’equilibrio mentale.
A pesare è anche lo stigma. I problemi legati alla malattia mentale infatti, vengono ancora oggi associati a vergogna e isolamento, alimentando discriminazioni e pregiudizi. Una condizione che frena la richiesta di aiuto e rende più fragile il percorso di cura, soprattutto per i disturbi percepiti come “psichiatrici”.
Negli ultimi anni, però, qualcosa si muove. Cresce l’attenzione individuale verso il proprio benessere mentale e aumenta la disponibilità a rivolgersi a professionisti. Il limite resta il sistema pubblico, percepito come lento e insufficiente, soprattutto sul fronte della prevenzione.
Il quadro che emerge è quello di un Paese che ha iniziato a riconoscere il problema, ma non ha ancora costruito risposte all’altezza. Seppure l’introduzione del bonus psicologo ha costituito un primo passo importante, sul tema del benessere mentale la strada da fare è ancora tanta.










