“Le condizioni del bambino non sono compatibili con un nuovo trapianto”. È la conclusione a cui è giunto il comitato di esperti dopo la riunione all’ospedale Monaldi di Napoli organizzata dall’Azienda ospedaliera dei Colli, aperta ai principali specialisti in ambito pediatrico. Una decisione che spegne ogni speranza.

Da due mesi Domenico vive attaccato all’Ecmo, la macchina che supporta la funzione cardiaca e polmonare dopo il fallito trapianto dello scorso 23 dicembre, su cui stanno indagando la magistratura, i Nas e gli ispettori del ministero.

Il cuore compatibile era stato trovato grazie a una procedura chiamata “trapianto isogruppo” e tecnicamente si sarebbe potuto procedere. Ma come spiega Carlo Pace Napoleone, direttore di Cardiochirurgia pediatrica e cardiopatie congenite al Regina Margherita di Torino, uno degli esperti dell’Heart Team: “Riteniamo che il bimbo non sia più in condizioni di poter sopportare un nuovo trapianto di cuore”. Domenico infatti è in coma e il quadro cerebrale risulta compromesso. La madre, Patrizia Mercolino, che ha compreso la situazione e in queste ore, ha pregato a lungo insieme al cardinale Battaglia, rimane al fianco del piccolo.

Duro è stato il commento di Francesco Petruzzi, legale della famiglia, che ai microfoni dei giornalisti ha detto: “È finito il tempo della speranza, ora si apre quello delle responsabilità”.