“Mentre c’è il teatrino di un governo che sta raccattando senatori in giro, noi riuniamo qui in Senato i rappresentanti di categorie che stanno soffrendo da mesi tragiche difficoltà, economiche e organizzative. Abbiamo perso il 10% dei Pil, i consumi sono in fortissimo calo e le imprese sono state fortemente colpite sul fronte del credito“. Così Armando Siri, senatore leghista, direttore della Scuola di Formazione Politica, membro della Segreteria Politica e responsabile del programma della Lega, in una conferenza stampa al Senato per rilanciare la campagna “Italia Riapri“, insieme ai rappresentanti delle categorie maggiormente penalizzate dalle chiusure e dalle restrizioni degli ultimi mesi come cinema, teatri, spettacoli dal vivo, alberghi, ristoranti, palestre, piscine, impianti sciistici, tour operator e trasporto viaggiatori privati.

“Alla luce di questa tragedia – ha aggiunto il senatore – c’è la necessità urgente che un governo serio decida di riaprire in sicurezza e far tornare a vivere l’economia e le persone”.

Alla conferenza stampa ha preso parte anche l’attore Michele Placido: “Ai ragazzi di oggi – ha detto – non è permesso avere un loro futuro artistico: ma tra loro ci sono futuri creatori della nostra bellezza che oggi non si possono esprimere. Ora fanno i camerieri, nei supermercati, una generazione umiliata. Sono amareggiato perché vedo tutte le compagnie teatrali che hanno fatto sognare gli spettatori tutti fermi. Se si può entrare in Chiesa non capisco perché non si possa entrare in teatro?”.

L’attore e regista Moni Ovadia ha poi aggiunto: “Il principio base della democrazia americana è niente tassazione senza rappresentanza: noi lavoratori dello spettacolo paghiamo tutte le tasse, quindi dovremmo avere il livello più alto di rappresentanza. Noi non siamo quelli che fanno divertire, quella frase fu un errore. Noi siamo quelli che diamo identità alla nostra comunità nazionale, invece siamo l’ultima ruota del carro”.

“Purtroppo – ha continuato Ovadia –  non si investe abbastanza sull’insieme della bellezza e delle cultura che si trova solo in Italia. La cultura e la bellezza riguarda tutti. I lavoratori dello spettacolo stanno soffrendo come tutti, ma la cultura non riceve la considerazione che meriterebbe, è sempre come un optional. Poi si legge che Sanremo avrà il pubblico: questa cosa grida vendetta. Il teatro è uno dei luoghi più sicuri. Contingentiamo il pubblico, ma chiuderli non ha spiegazione logica. Parliamo della vita di oltre due milioni di persone”.