Ormai è ufficiale, dopo l’ok dell’assemblea di Psa, questa mattina anche l’assemblea degli azionisti Fca ha dato il via libera alla fusione fra Fca e la casa francese in Stellantis con il 99,15%.
«È un giorno storico per Fca e per Psa e per i soci di entrambe le società. Negli ultimi 10 anni abbiamo aumentato di 5 volte il valore del Gruppo Fiat, la fusione proposta con Groupe Psa è un ulteriore coraggioso passo avanti nel nostro viaggio». Così John Elkann, presidente di Fca, ha aperto l’assemblea dei soci dell’assemblea del gruppo automobilistico italo-statunitense, convocata per dare il via libera alla nascita di Stellantis, quarto costruttore mondiale di automobili con 8,7 milioni di auto vendute, 400.000 dipendenti e oltre 180 miliardi di euro di fatturato.
«Vogliamo avere un ruolo di primo piano nel prossimo decennio, che ridefinirà la mobilità, proprio come hanno fatto i nostri padri fondatori con grande energia negli anni pionieristici – ha aggiunto Elkann -. Noi intendiamo svolgere un ruolo determinante nella costruzione di questo nuovo futuro, ed è stata quest’ambizione a unirci». Per il presidente di Fca, che sarà anche presidente di Stellantis (il ceo sarà Carlos Tavares di Psa), «si tratta di un’epoca estremamente complessa, ma allo stesso tempo entusiasmante. Credo sia un momento molto simile a quello che i nostri padri fondatori hanno affrontato con grande energia in quegli anni pionieristici. Hanno dato vita a imprese in grado di resistere alla prova del tempo, e capaci di essere all’altezza delle sfide lanciate dal mercato. Imprese che hanno saputo innovarsi, adattarsi ai tempi e alle esigenze dei loro clienti». Questo è ciò «che ci ha spinto a creare Stellantis e che continuerà a ispirarci mentre andremo avanti a costruire sulle fondamenta poste da questa fusione», ha dichiarato Elkann, erede della famiglia Agnelli, fondatrice della Fiat.
Non mancano tuttavia le prime reazioni della politica, come il commento su Twitter del senatore di Fratelli d’Italia, Adolfo Urso: «Oggi nasce Stellantis, il quarto costruttore automobilistico mondiale, guidato dal francese Tavares e che avrà come azionista anche lo Stato francese. Ai francesi andrà la maggioranza del Board, il Ceo, il vicepresidente e il rappresentante dei sindacati. Di fatto il controllo della società! Insomma, addio Fiat».










