TikTok vieta l’accesso ai minori di 13 anni. Il social media più contestato al mondo adotterà misure per bloccare l’accesso agli utenti minori di 13 anni e valuterà l’utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale per la verifica dell’età. Inoltre, lancerà una campagna informativa per sensibilizzare genitori e figli. E’ quanto ha comunicato la piattaforma di video sharing al Garante della protezione dei dati personali, dopo il provvedimento di blocco imposto nei giorni scorsi dall’Autorità.

Il Garante della privacy, che lo scorso 23 gennaio aveva “disposto nei confronti di Tik Tok il blocco immediato dell’uso dei dati degli utenti per i quali non sia stata accertata con sicurezza l’età anagrafica”, si è riservata in ogni caso di verificare l’effettiva efficacia delle misure annunciate.

Nella nota il Garante scrive anche che, a partire dal 9 febbraio, dando attuazione alle sue richieste, TikTok bloccherà tutti gli utenti italiani e chiederà di indicare di nuovo la data di nascita prima di continuare ad utilizzare l’app.

L’Autorità aveva deciso di intervenire in via d’urgenza a seguito della terribile vicenda della bambina di 10 anni di Palermo” che, partecipando alla Blackout Challenge, è morta per un gioco finito male, dopo aver stretto al collo una cintura.

Per Carla Garlatti, Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, “i bambini con meno di 14 anni non devono iscriversi da soli ai social network. E’ urgente che sia data attuazione alle misure previste dalla direttiva europea sui servizi dei media audiovisivi. I gestori delle piattaforme devono essere costretti ad accertare seriamente l’età degli utenti: non basta un’autodichiarazione o un documento. Vanno attivati sistemi che la tecnologia consente già di utilizzare. Inoltre devono essere resi operativi meccanismi efficaci di blocco dei contenuti non appropriati”. “Senza la rete i ragazzi di Fridays for future, ad esempio,- sostiene – non avrebbero potuto divenire un movimento globale. Allo stesso modo, in questi giorni di pandemia, internet ha consentito loro di tenersi in contatto con gli amici, i nonni o i genitori separati. La rete, inoltre, è un mezzo prezioso per esprimersi, informarsi, apprendere e giocare. E’ anche uno spazio che figli e genitori possono condividere: per questo è importante che madri e padri conoscano il mondo online e che non tengano in rete comportamenti che trasmettono ai ragazzi esempi negativi”. Per la Garante è fondamentale che i genitori vigilino. “Non ci sono solo Tik Tok e altre app che – sottolinea – attraggono i più piccoli, occorre anche prestare attenzione ai sistemi messaggistica, ai canali sui quali si veicolano le sfide estreme, ai giochi online che richiedono acquisti o possono avvicinare al gioco d’azzardo”. Secondo la Garante all’Infanzia alla base di tutto questo ci deve essere, da parte di adulti e minorenni, una maggiore consapevolezza anche delle insidie e dei rischi: “Le iniziative didattiche ed educative vanno rafforzate sin dalla scuola primaria. Occorre inoltre che sia attivata quanto prima la ‘Consulta dei diritti e dei doveri del bambino e dell’adolescente digitale’, come previsto dalla legge 92 del 2019 che ha introdotto l’educazione digitale come branca dell’educazione civica. L’Autorità garante, che per legge è chiamata a farne parte – conclude -, è disponibile a dare il proprio contributo”.

E’ intervenuta con una nota anche la presidente della commissione parlamentare per l’Infanzia e l’Adolescenza, Licia Ronzulli di FI:  “Bene la volontà annunciata da Tik Tok di vietare l’accesso ai minori di 13 anni e di potenziare i sistemi per verificare l’età degli utenti, come chiesto dal Garante per la privacy, ma non basta. L’obiettivo è e resta quello di responsabilizzare i gestori di tutte le piattaforme obbligandoli, con interventi normativi sia nazionali che comunitari, a rimuovere con immediatezza i contenuti pericolosi per la sicurezza e l’integrità di bambini e ragazzi”.