È stato un weekend di fuoco e proteste contro il green pass. In migliaia sono scesi in piazza per dire no ad ulteriori inutili restrizioni e dire sì alla libertà, con le giuste precauzioni ma senza allarmismi. Il leader della Lega Matteo Salvini dichiara: «Io mi sono vaccinato per libera scelta, ma non penso che tutti gli italiani debbano essere costretti a farlo. Sono per l’informazione, non per l’imposizione, gli obblighi, le multe. Oggi il Green pass, con i letti di terapia intensiva per fortuna vuoti al 98%, rischia di escludere dalla vita sociale più della metà degli italiani. E se il pass evita tutti i problemi, perché non riaprire in sicurezza anche le discoteche, con il pass? Ci sono in ballo 3.000 imprese, 100.000 posti di lavoro e, soprattutto, il diritto di milioni di ragazzi a vivere e divertirsi, in sicurezza». «Questo Green pass è ingiusto e inattuabile. La Lega in Parlamento riuscirà a cambiarlo».

Per il segretario Pd Enrico Letta «ci vuole un patto di maggioranza sul tema del no vax. La variante Delta corre, la stanchezza della popolazione dopo un anno sfiancante è comprensibile. È necessario un patto di chiara corresponsabilità, per sostenere le misure del governo e lo sforzo di farle passare nell’opinione pubblica, senza distinguo e senza ambiguità».

Riscossione, Concorrenza e Appalti: il Dl Sostegni bis

La legge di conversione del Dl Sostegni bis ha nuovamente rinviato le principali scadenze per versare le imposte e gli altri carichi affidati ad agenzia delle Entrate-Riscossione. Ma nonostante la tregua di Ferragosto sull’invio di 60 milioni di cartelle, entro il 30 settembre i contribuenti dovranno comunque passare alla cassa per saldare i debiti fiscali legati agli atti in scadenza dall’8 marzo 2020 in poi. In più, dal 2 agosto, parte una serrata tabella di marcia di versamenti legati alle rate 2020 e 2021 di Rottamazione-ter e saldo e stralcio.

Entro venerdì il Consiglio dei ministri deve approvare anche un’altra riforma in un’area che da tempo l’intera classe politica ha accantonato: la concorrenza e la relativa norma che da oltre un decennio avrebbe dovuto portare i governi a varare ogni anno leggi di apertura del mercato. Il cronoprogramma per il Recovery prevede che il governo vari entro l’anno un disegno di legge delega per la semplificazione degli appalti. Entrambe le misure sono precondizioni per l’accesso ai fondi del Recovery.

Il progetto “Green fit to 55” arriva al G20 di Napoli

Un rischio da 15 miliardi di euro, ma anche una scelta obbligata. Irrimandabile. Dopo le riflessioni e le prese di posizione “concettuali”, l’industria italiana fa i conti e presenta le proprie richieste di fronte all’accelerazione della svolta ambientalista chiesta dall’Unione europea con il progetto “Green fit to 55” e calata, non senza difficoltà geopolitiche, nel G20 di Napoli. Con un documento commissionato a Boston Consulting e consegnato al governo (è sui tavoli dei ministri dell’Economia, dello Sviluppo Economico e dell’Agricoltura), scendono in campo le imprese “energivore”, cioè ad alto consumo, associate a Confindustria: siderurgia, chimica, fonderie, carta, vetro, cemento, ceramica. Federico Visentin, numero uno di Federmeccanica, chiede allo Stato un ruolo da equity silente per il rilancio delle imprese sui mercati mondiali. Lancia un allarme sulle materie prime e non nasconde la difficoltà del momento per l’automotive: settore da ripensare.

«Il governo dovrebbe investire con maggior coraggio nel processo di crescita delle aziende che devono diventare come le Champions: strutturate, con imprenditori e manager preparati».