Voragine a Napoli: gli esperti avevano previsto. Viaggio nell’Italia a rischio idrogeologico

Rischio idrogeologico

Un’altra parte d’Italia crolla davanti ai nostri occhi. È il turno di Napoli questa volta dove ad andare giù è stata questa mattina una parte dell’area parcheggio visitatori dell’Ospedale del Mare di Ponticelli. Per fortuna, almeno stavolta, non sono presenti vittime o feriti, solo tre auto inghiottite da un buco nero di circa 2000 metri quadrati, profondo 20 metri. In Italia non ci facciamo mancare proprio niente; forse, però, non ci abitueremo mai alle immagini a cui saltuariamente (nemmeno tanto!) dobbiamo assistere nella nostra Penisola. D’altronde siamo un Paese ad alto rischio idrogeologico e la cosa non ci è nuova.

È del gennaio del 2020, infatti, l’allarme lanciato dai geologi sul rischio voragini in Italia, durante il convegno dedicato a voragini e cavità sotterranee organizzato da Ispra, Sigea e Società geografica Italiana. In quell’occasione, dopo Roma risultava essere Napoli la città più a rischio: “un dato che confermiamo oggi – afferma all’AdnKronos Gaetano Sammartino, geologo e presidente della sezione Campania della Società Italiana Geologia Ambientale -, ma un anno da quel convegno nulla è stato fatto. Esistono delle mappature che individuano le aree a maggior rischio sprofondamento ma non essendo stato fatto nulla non posso far altro che confermare questa problematica”. Mappature che “restano sulla carta – aggiunge il geologo campano – come gran parte delle conoscenze che acquisiamo: si sa ma non si interviene, vuoi per mancanza di fondi vuoi per mancanza di organizzazione da parte degli amministratori che non sono molto sensibili a intervenire. Un punto doloso di cui ci ricordiamo purtroppo solo quando avvengono questi eventi e quando tutto si calma non se ne parla più”.

I dati del dossier presentato lo scorso gennaio d’altronde parlano chiaro: nel 2019 nella Capitale si sono verificate 100 voragini; Napoli, città “sotterranea” per eccellenza, nello stesso anno di voragini ne ha avute 20. È  il Lazio a guidare la classifica regionale: dal 2009 al 2019 ne ha registrate ben 967; la seconda regione in classifica è la Campania con 240 voragini in 10 anni. Seguono, nello stesso arco temporale, la Sicilia, terza con 175, la Sardegna con 141, 81 in Lombardia, 65 in Calabria, 58 in Puglia, 47 in Veneto, 46 in Emilia Romagna, 43 in Piemonte, 42 in Abruzzo, 36 in Liguria, 31 in Umbria, 29 in Toscana, 27 nelle Marche, 23 in Friuli Venezia Giulia, 16 in Basilicata, 13 in Molise. Tra le città, svetta Roma con 923 voragini dal 2009 al 2019, seguita da Napoli con 196 e Cagliari con 112.

A Napoli, ma non solo a Napoli, serve da tempo – e servirà sempre di più nei prossimi anni – la figura del “geologo condotto”, come la definisce Gaetano Sammartino, “che riesce a capire e prevenire gli eventi”, un esperto che “sarebbe di fondamentale importanza per la sicurezza e la pubblica e privata incolumità”, conclude Sammartino.  Insomma, siamo alle solite! All’appello degli esperti e dei cittadini alle amministrazioni spesso coincide l’inconcludenza di alcune di queste. È l’Italia, bellezza!