Via libera AstraZeneca agli over 60; la politica cerca colpevoli manifestazioni, ma forse solo malcontento

Proteste commercianti in piazza Montecitorio

Da oggi in Italia «è raccomandato l’uso preferenziale» del vaccino AstraZeneca per le persone di oltre 60 anni, anche se le seconde dosi potranno essere somministrate ai cittadini di ogni età. Inoltre, sempre da oggi, tutti gli italiani tra i 60 e i 79 anni potranno prenotare il composto di Oxford. La decisione del governo guidato da Mario Draghi arriva al termine di una giornata europea convulsa, segnata dal nuovo rapporto dell’Ema sul siero anglo-svedese: «Gli eventi rari di trombosi cerebrale sono effetti collaterali» di AstraZeneca. «Al momento non ci sono elementi per non considerare la somministrazione di AstraZeneca in chi ha ricevuto la prima dose di questo vaccino», ha spiegato il presidente del Cts Franco Locatelli, aggiungendo che «questo non è né il funerale né l’eutanasia del vaccino AstraZencea. È un vaccino efficace». «Su 600mila trattati con due dosi di AstraZeneca – ha poi aggiunto il Direttore dell’Aifa, Magrini – nessuno ha mostrato eventi trombotici».

«A breve ci sarà una circolare con tutte le indicazioni, dobbiamo essere chiari e netti», ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza. I ministri della Salute dei 27 Stati membri, nel video consiglio seguito al pronunciamento dell’Ema, non sono riusciti a mettersi d’accordo per un approccio coordinato all’uso di AstraZeneca, nonostante l’invito della commissaria Ue alla Salute, Stella Kyrialides, «a parlare con una sola voce per aumentare la fiducia del pubblico nelle vaccinazioni».

Intanto è via libera dei vaccini in azienda. Per Confindustria si tratta di una “prova di responsabilità”. Il nuovo canale messo a disposizione dalle imprese servirà alla vaccinazione diretta dei lavoratori che «a prescindere dalla tipologia contrattuale» prestano la loro attività in azienda. I datori di lavoro, singolarmente o in forma aggregata, con il supporto delle associazioni di categoria, potranno predisporre i punti straordinari di vaccinazione anti Covid per i lavoratori che ne facciano richiesta, o rivolgersi a strutture sanitarie private o alla rete Inail.

L’accordo di martedì notte tra governo, Inail, il commissario straordinario per l’emergenza Covid e le parti sociali ha fissato regole comuni a livello nazionale, i requisiti minimi per l’adesione in sicurezza da parte di imprese, grande distribuzione organizzata, studi professionali. «Possiamo tornare a guardare al futuro – ha commentato il ministro del Lavoro, Andrea Orlando -, pensare alla messa in sicurezza di milioni di lavoratori. È un passo importante nella direzione della ripresa della normalità». In pole position ci sono circa 450-500 imprese delle quasi 7.500 che hanno risposto all’appello di Confindustria. «Con il protocollo che abbiamo firmato martedì sera siamo nelle condizioni di partire non appena l’autorità commissariale per l’emergenza Covid ci darà il via – dice in una intervista il vicepresidente di Confindustria con delega alle Relazioni industriali Maurizio Stirpe -. Dopo il protocollo del 24 aprile 2020 su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, quello firmato l’altro ieri sui vaccini in azienda è un’importante prova di maturità e responsabilità delle parti sociali».

Due giorni dopo le manifestazioni di piazza Montecitorio, che hanno scosso la politica e i cittadini, a più riprese è intervenuta oggi la politica con interviste sui quotidiani per cercare di rinsavire gli animi.

Orlando: “Disagio vero, risorse a chi ha patito di più”

“Credo che ci sia un comprensibile malessere che cresce, che in alcune frange si radicalizza e del quale in qualche modo si nutre chi tenta di strumentalizzarlo. La nostra reazione deve essere di fermezza nei confronti degli atti di illegalità, ma anche di grande attenzione per quello che c’è dietro cercando di migliorare la capacità di intervento“. Così il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, in un’intervista a La Stampa, parla delle proteste degli ultimi giorni. La risposta del governo dovrà essere “più tempestività e più risorse a chi a patito di più. Selezionando con attenzione i soggetti, sia per i nuovi sussidi come per una eventuale ulteriore proroga degli ammortizzatori”.

Quanto alla richiesta di proroga della cig e del blocco dei licenziamenti, ritiene che “piuttosto che ragionare su misure di carattere generale è meglio concentrarci su interventi di carattere specifico che possano aiutare alcuni settori, dove non bastano gli ammortizzatori, ad affrontare questo passaggio. E’ poi il nostro impegno deve essere quello di arrivare rapidamente ad una riforma degli ammortizzatori sociali che vanno estesi anche a imprese e lavoratori che oggi non sono tutelati”. Sullo smart working ritiene utile “un dialogo tra le parti sociali”, ed “eventualmente, poi, un intervento di carattere legislativo”. Orlando sottolinea poi l’importanza della campagna vaccinale: “Avere imprese dove il Covid è superato significa avere imprese che possono affrontare in modo diverso la competizione”.

Lamorgese: “Chi protesta non si faccia strumentalizzare”

Alle persone che scendono in piazza per manifestare io voglio dire che lo Stato c’è e che faremo di tutto per fronteggiare una crisi che colpisce famiglie e imprese. Ma non possono essere tollerate aggressioni e comportamenti violenti”. E’ il messaggio che la ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, rivolge in un’intervista al Corriere della Sera a chi negli ultimi giorni è sceso in piazza. Spiega che è “alta è costante” l’attenzione su possibili infiltrazioni da parte “di chi intende strumentalizzare il disagio sociale e le difficoltà economiche in cui versano tante famiglie e imprese. Saranno le indagini già avviate dalla magistratura ad individuare i responsabili dei disordini“.

Al momento, le analisi investigative escludono comunque una regia unica dietro i disordini. Forse, effettivamente, non è stata una regia politica o di qualsiasi tipo a muovere le proteste, ma semplicemente il malcontento di chi da anni lavora e paga le tasse ma non ha ricevuto abbastanza dallo Stato in un momento di estrema difficoltà. È il welfare, bellezza!